BLERA (VT)
Un gioiello dell'Etruria interna, custode di memorie millenarie e tesori rupestri
Le testimonianze archeologiche consentono di collocare l'origine dell'impianto urbano di Blera, una delle città più importanti dell'Etruria interna, nella seconda metà dell'VIII secolo a.C. Il suo territorio, incorniciato dalle profonde gole di erosione del torrente Biedano e del Rio Canale, ha visto una frequentazione umana sin dal Neolitico.
L'epoca d'oro e l'eredità etrusca
In epoca arcaica, grazie alla posizione strategica al centro di un importante quadrivio che collegava le potenze costiere di Tarquinia e Cerveteri con l'entroterra, Blera visse una fase di grande floridezza economica. Questa prosperità è ancora oggi testimoniata dalle vaste necropoli rupestri che circondano il pianoro tufaceo, caratterizzate da monumenti funerari di straordinaria fattura architettonica.
La Via Clodia e la Romanizzazione
Con il processo di romanizzazione del III secolo a.C., Blera visse una nuova rinascita, legata indissolubilmente alla costruzione della Via Clodia, arteria fondamentale che favorì lo sviluppo di insediamenti agricoli, ville gentilizie e infrastrutture termali. Nel I secolo a.C., la trasformazione in *municipium* completò l'integrazione politica e amministrativa del centro nel sistema romano.
Blera nella storia della Chiesa
Il borgo ha ricoperto un ruolo centrale nella storia religiosa medievale. È stata una diocesi di antica origine, vantando una lista di sedici vescovi tra il V e l'XI secolo, e ha dato i natali a due pontefici: Sabiniano I e Pasquale II. Inoltre, il borgo è indissolubilmente legato alla figura del patrono San Vivenzio.
Dal Medioevo all'Unità d'Italia
Teatro di lotte strategiche tra Longobardi e Bizantini, la città fu al centro della donazione che, insieme a Sutri, diede origine al *Patrimonium Beati Petri*. Dopo secoli di alterne vicende sotto famiglie nobiliari come i Di Vico e gli Anguillara, Blera passò sotto l'amministrazione diretta della Camera Apostolica, rimanendovi fino al 1870, anno dell'annessione al Regno d'Italia.
Oggi Blera rappresenta un centro di estremo interesse per il turismo archeologico e naturalistico. Il toponimo, che è stato "Bieda" fino al 1952, trova le sue radici nell'etimo greco legato a una varietà di ortiche, riflettendo la ricchezza botanica e storica di questo territorio unico nel cuore della Tuscia.