CASTEL SANT'ELIA

Tra antichi cenobi, gole tufacee e spiritualità millenaria nella Valle Suppentonia

Poggiato su di un pianoro tufaceo delimitato ai lati da due profondi burroni, Castel Sant'Elia si trova al confine tra le province di Viterbo e Roma. Deve il suo nome all'antichissimo Cenobio di Sant'Elia, centro di una vita eremitica che ha segnato la storia della Valle Suppentonia.

Il "Castello" non è solo un centro agricolo noto per la pregiata produzione di nocciole ed olive, ma un vero scrigno di arte medievale e tradizioni. Negli ultimi anni ha saputo coniugare questa vocazione rurale con uno sviluppo industriale d'eccellenza, specialmente nei settori della ceramica e della lavorazione del legno.

Basilica di Sant'Elia

Eretta nell'VIII secolo a ridosso della Valle Suppentonia, la Basilica è un capolavoro che fonde stili longobardi e paleocristiani. Domina il panorama con la sua solennità ed è internamente arricchita da un prezioso "pergamo" del XII secolo. I suoi affreschi, risalenti al IX secolo e attribuiti ai maestri romani Giovanni, Stefano e Niccolò, rappresentano uno dei cicli pittorici più importanti dell'alto Medioevo laziale.

Santuario di Maria Santissima ad Rupes

Situato nel complesso del convento dei Padri Micaeliti, questo santuario è un luogo di suggestione unica. È famoso per la monumentale scala di 144 gradini interamente scavata nel tufo, un'opera titanica compiuta dall'eremita Giuseppe Rodio, che vi dedicò 14 anni della sua vita. La "Grotta Santa" ospita la venerata immagine della Vergine, mentre il museo annesso custodisce preziosi paramenti sacri che datano dal XII al XIV secolo.

Curiosità e Territorio

La posizione strategica di Castel Sant'Elia, raggiungibile sia dalla S.S. Cassia che dalla S.S. Flaminia, lo rende una tappa obbligata per chi percorre i sentieri storici della Tuscia. La natura vulcanica del territorio ha dato vita a formazioni geologiche spettacolari, le "forre", che rendono le escursioni nella zona un'esperienza immersiva nella natura selvaggia del Lazio settentrionale.