GEORGE WILHELM FRIEDRICH HEGEL


Su Hegel c’è da dire innanzitutto che pochi filosofi hanno cambiato il mondo più di lui, sia personalmente, attraverso la sua influenza sul nazionalismo tedesco, che indirettamente, attraverso l’opera del suo discepolo più famoso, Karl Marx.

L’influenza di Hegel sulla Filosofia stessa fu altrettanto grande: la storia della filosofia dopo Hegel può essere vista come una successione di reazioni diverse alla sua opera.

George Wilhelm Friedrich Hegel nacque a Stoccarda nel 1770 e per gran parte della sua vita insegnò e alla fine divenne prof. di Filosofia, prima all’università di Heidelberg, e poi a Berlino. La sua filosofia si sviluppò tardi, ma quando morì, nel 1831 (a 61 anni), essa era dominante in Germania.

I titoli delle sue opere di maggiore influenza sono la FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO, la SCIENZA DELLA LOGICA, i LINEAMENTI DELLA FILOSOFIA DEL DIRITTO e la FILOSOFIA DELLA STORIA.

Hegel ebbe molti discepoli che divennero essi stessi notissimi: il più famoso di tutti è KARL MARX. A tale proposito c’è da dire che il marxismo non costituisce esattamente una filosofia nel senso convenzionale del termine, ma ovviamente vi è in esso un’importante componente filosofica, di matrice hegeliana.

Per quanto riguarda la Filosofia della Storia c’è da dire che a nessuno dei grandi filosofi prima di Hegel la storia, o la filosofia della storia, era parsa particolarmente importante. Nella concezione di Kant della natura umana, gli esseri umani sono perennemente divisi tra la ragione e i loro desideri bruti (due aspetti della nostra natura). Hegel negò trattarsi di un fatto immutabile: egli considerava la natura umana in termini storici. Nell’antica Grecia la natura umana era più armoniosa. Le persone non erano consapevoli di alcun conflitto tra i loro desideri e la loro ragione. Pertanto la spaccatura che Kant vedeva doveva essere avvenuta storicamente. Infatti, diceva Hegel, essa ebbe luogo con la nascita della coscienza individuale nell’Europa protestante.

Hegel vedeva i nostri concetti (modi di pensare) contenuti nei modi di vivere e nella società; e quando cambiavano le società cambiavano i concetti. Egli vide che vi era uno sviluppo nel modo in cui la storia si compiva e che essa avanzava costantemente. Era un processo perenne, mai statico. A ciò aveva dato un nome. “ processo dialettico” talvolta detto “la dialettica

Analizzando la società Greca Hegel sottolineava l’armonia tra ragione e desiderio, poiché questi non avevano sviluppato la nozione moderna di coscienza individuale. Pertanto vi era una armonia tra individuo e società, poiché gli individui non si consideravano separati dalla loro città stato e capaci di farsi un proprio giudizio di giusto e sbagliato.

Poi arrivò Socrate (che Hegel considera una figura di importanza storica mondiale, poiché fu lui ad introdurre l’idea di porsi domande su tutto) che andava in giro ponendo domande del tipo: CHE COS’E’ LA GIUSTIZIA la virtù ecc.

E quando le persone rispondevano si rendevano conto di aver accettato presunzioni convenzionali circa queste cose. Così l’armonia semplice della società greca si ruppe. (Hegel pensa che gli ateniesi hanno avuto perfettamente ragione a condannare Socrate a morte poiché corrompeva e sovvertiva la società ateniese).
Socrate determinò la nascita della coscienza individuale.

Siamo passati così da quella che Hegel chiama la TESI dell’armonia semplice, all’ANTITESI della coscienza individuale che raggiunse il suo apice nell’Europa protestante Tuttavia anche questa si rivela essere instabile.

Essa condusse alla distruzione della rivoluzione Francese e al terrore che seguì: anche questo deve portare ad una SINTESI.

Si tratta di un terzo stadio in cui si combinano armonia e coscienza individuale.

Molto spesso, in questo processo, la SINTESI serve poi come nuova tesi, da cui nascerà un’altra antitesi; e il processo andrà avanti così.

Per Hegel la ragione per cui noi esseri umani siamo coinvolti in un processo di cambiamento perpetuo è che ogni situazione complessa contiene necessariamente al suo interno elementi conflittuali; e questi per loro stessa natura sono destabilizzanti, così che la situazione non può continuare all’infinito

Ed è questo processo infinito che costituisce la storia.

La nozione di dialettica ci viene offerta come la chiave del processo storico, la spiegazione di fondo circa il perché ogni cosa cambia in continuazione.

Essa ci dice anche quale forma assume invariabilmente il cambiamento: tesi, seguita da antitesi, seguita da sintesi, che a sua volta diventa una nuova tesi, che viene seguita da una nuova antitesi, e così via.

Hegel crede che il processo muova in una certa direzione, che abbia un intento, uno scopo: LO SVILUPPO DELLA MENTE VERSO LA LIBERTA,.. stiamo progredendo verso la realizzazione della libertà umana; e questo è il processo di accrescimento della coscienza della libertà, e della maggiore conoscenza di noi stessi.

La Storia rappresenta lo sviluppo di questi concetti. Non è un’insieme di disgrazie. E’ l’avanzare intenzionale e finalizzato di questi principi di libertà e di conoscenza.

Per Hegel il soggetto della Storia è “GEIST” …la mente (la mia, la tua, di tutti)… o anche… “spirito del tempo”: mente con la M maiuscola, non solo la mente nel senso delle menti umane individuali. La realtà è in definitiva Geist: La MENTE che si sviluppa nella storia.

Hegel (è panteista) crede che Dio è il mondo e tutto è spirituale, perché è parte di Dio. Secondo Hegel il GEIST, o lo spirito, è manifesto in ogni cosa, benché non sia identico a ogni cosa che esiste…ma gran parte della sua filosofia si regge anche con una interpretazione non religiosa…lo si comprende quando parla di Mente, quando usa questo termine in senso collettivo, o riferendolo a tutte le nostre menti individuali, come se si trattasse di una mente, come se si riferisse all’elemento comune nelle nostre menti, alla nostra capacità comune di ragionare, al fatto che le nostre menti sono strutturate sulla base di principi simili.

Hegel in sintesi ha introdotto nel pensiero occidentale tre idee fondamentali:

- tutta la realtà è un processo storico

- la dialettica (importante per l’influenza sul marxismo)

- il concetto di alienazione

Alienazione (fu Hegel il primo ad introdurlo): con alienazione Hegel intendeva l’idea secondo cui qualcosa che è di fatto noi stessi, o parte di noi stessi, ci appare estranea, aliena ed ostile. (esempio: “l’anima infelice”cioè una forma alienata di religione.

L’anima infelice è una persona che prega un Dio che considera onnipotente, onnisciente, e assolutamente buono, e che per contrasto considera se stessa come impotente, ignorante e spregevole.

Questa persona è dunque infelice, perché si sminuisce e attribuisce tutte queste qualità ad un essere che vede distinto da sé. Il modo di superare questo tipo di alienazione consiste nel comprendere che noi e Dio siamo una cosa sola, e che le qualità che noi attribuiamo a Dio sono le nostre qualità, non sono qualcosa di distinto da noi e di a noi estraneo

Hegel considera l’intera realtà come un processo di cambiamento(in senso dialettico). Il punto finale di questo cambiamento è la Mente che comincia a riconoscere se stessa come realtà ultima e pertanto a considerare ogni cosa che considerava estranea e ostile a sé, come in realtà parte di sé.

Hegel chiama questo “CONOSCENZA ASSOLUTA. Si tratta di uno stato di assoluta libertà, poiché ora la Mente, invece di essere controllata da forze esterne, è in grado di ordinare il mondo in maniera razionale….la mente capisce di essere la sola realtà ultima…la mente è tutto quello che è reale: la filosofia di Hegel è il vero culmine dell’intero processo.

L’autoconoscenza diventa libertà, perché per Hegel la mente è la realtà ultima del mondo: nel momento in cui arriviamo a capire che noi siamo ogni cosa al mondo, noi comprendiamo il processo: abbiamo afferrato le leggi dello sviluppo storico.

Il reale è razionale, e il razionale è reale: La libertà consiste nella conoscenza della realtà, poiché quando comprendiamo la razionalità della realtà, non lottiamo più invano, contro di essa.

Hegel considera le idee non come esistenti solo in astratto, né come fuori dal tempo e immutabili (come Platone) ma come sempre incorporate nelle società, nelle istituzioni, realtà storiche che cambiano.

Fondamentalmente la razionalità hegeliana cerca cosa c’è di razionale nel reale, lo accresce e lo fa sviluppare, in modo da consentirgli di realizzarsi. La libertà per hegel, consiste nel realizzare se stessi come individui razionali.

Scienza della Logica:

La dialettica è l’idea più famosa della Logica, l’idea della tesi antitesi e sintesi.

Ma nella Logica Hegel sostiene che la logica non è solo una questione di forma, in quanto separata dal contenuto, come tradizionalmente si interpretava la logica di Aristotele. Hegel afferma che forma e contenuto vanno di pari passo.

Egli pensa che la forma sia qualcosa di realizzato nel processo concreto della storia. La ragione è incorporata nella realtà, in una realtà storica: tutto ritorna sempre alla Mente e alla sua onnipotenza nel processo storico, la realtà ultima.

Egli muove dal pensiero filosofico di Kant che riteneva che la nostra mente determinasse il modo in cui percepiamo la realtà, affinché noi non possiamo in realtà vedere nulla, se non attraverso i concetti di spazio, tempo e causalità, presenti nella nostra mente.

Tuttavia Kant pensava ancora che vi fosse una realtà ultima che non fosse mentale: la cosa in sé.

Per Hegel ciò non aveva senso. Per Hegel, se non c’era modo di conoscere la cosa in sé, noi non possiamo in realtà conoscere veramente. Poiché il conoscente è mente è mente, ciò che è conosciuto deve anche essere mente, e quindi tutta la realtà deve essere mentale.

Comprendere la realtà non significa solo comprendere un determinato stato di cose, bensì comprendere un processo di cambiamento.

Tutti i concetti chiave della filosofia di Hegel sorgono naturalmente nel modo e nell’ordine seguente: se chiediamo: “Che cos’è che cambia?” Hegel risponde: “Il Geist”. Se chiediamo: Perché cambia invece di rimanere uguale? Hegel risponde: “perché, tanto per cominciare, si trova in uno stato di alienazione.” Se chiediamo: quale forma assume il processo di cambiamento? Hegel risponde: “la dialettica.” Se chiediamo: il processo di cambiamento ha un fine? Hegel risponde: “Si, la conoscenza assoluta (che è libertà assoluta)da una parte, la società organica dall’altra.”

Gli effetti postumi delle sue idee: dopo la morte di Hegel i suoi seguaci si divisero in due movimenti: i “giovani hegeliani” e i “vecchi hegeliani”, oppure hegeliani di sinistra e di destra.

Gli hegeliani di destra pensavano che la filosofia di Hegel implicasse che lo Stato organico, cui in qualche modo hegel alludeva, fosse quello prussiano.

Essi pensavano che Hegel lo avesse detto nella Filosofia del Diritto, la sua opera più esplicitamente politica. In essa egli aveva descritto uno Stato, una monarchia costituzionale, non molto diversa dallo stato Prussiano, e pertanto essi pensavano che non vi fosse necessità di un ulteriore cambiamento. Essi erano dunque i conservatori, o hegeliani di destra.

Gli hegeliani di sinistra sostenevano che l’impulso fondamentale della filosofia di Hegel fosse molto più radicale. Hegel parlava di della necessità di superare la divisione tra ragione e desiderio, o tra moralità e interesse personale. Si tratta di un cambiamento di portata molto più ampio, che deve essere realizzato. La filosofia di Hegel mira ad un cambiamento di portata molto più ampio, ad un cambiamento rivoluzionario…..ovviamente questo ci porta la Marxismo…

Tutte le idee fondamentali di Hegel, tranne una, furono riprese da Marx e rese centrali nel Marxismo

- l’idea secondo cui la realtà è un processo storico

- l’idea secondo cui il modo di questo processo muta sia dialettico

- l’idea che questo processo di trasformazione dialettica abbia uno scopo

- l’idea che questo scopo sia una società senza conflitti

- l’idea che fino a che questo scopo non sia stato raggiunto, noi siamo condannati a restare in una forma o nell’altra di alienazione

Il punto di grande differenza è che, laddove Hegel vedeva questo processo accadere a qualcosa di mentale o spirituale, Marx pensava accadesse a qualcosa di materiale.

Nella concezione materialistica della storia di Marx (idea fondamentale del pensiero marxista) egli vedeva lo sviluppo storico determinato dalle forze della produzione materiale.

Così come determinano la parte materiale, le forze della produzione dominano la parte mentale della nostra vita.

Le nostre idee, la nostra religione, la nostra politica, tutto dipende dal tipo di struttura economica della nostra società. Si tratta di una inversione della concezione hegeliana della storia.

Come diceva Marx stesso, egli aveva capovolto Hegel. Per Hegel, infatti, era lo sviluppo della Mente che conduceva alla formazione di società particolari e ad epoche storiche particolari.

L’idea secondo cui la storia è un processo che influenza ogni aspetto del nostro pensiero e le nostre idee è un contributo fondamentale alla nostra capacità d’intendere, che dobbiamo certamente a Hegel e a Marx.

Essa è diventata l’aspetto nuovo che ha pressoché dominato tutto il pensiero del diciannovesimo secolo.

Un’altra cosa molto importante è il concetto di libertà, tanto diverso da quello liberale: noi non possiamo essere liberi a meno che non controlliamo il nostro destino, a meno che, invece di essere sbattuti qua e là dai venti delle situazioni economiche (per Marx), o governati dalla mano invisibile della ragione (per Hegel), prendiamo controllo concreto delle cose, comprendiamo il nostro potere, la capacità collettiva degli esseri umani di controllare il nostro proprio destino, e ci concentriamo su questo. …l’idea può celare tendenze autoritarie molto pericolose, ma si tratta, comunque di una idea molto importante. L’accusa peggiore contro di essa (o esse) è che è (o sono) le fonti del totalitarismo del mondo moderno.

A Hegel venne sempre attribuita la paternità dell’idea dello Stato organico, e in particolare del tipo tedesco di adorazione dello stato che culminò in Hitler, il suo seguace Marx è sempre stato considerato il fondatore intellettuale del comunismo, che sotto Stalin dette luogo alla più grande tirannia dell’età moderna…..fu una pessima realizzazione delle idee di Hegel e di Marx che potremmo definire come un filosofo della libertà.

Aveva molto amore per la libertà, odiava la subordinazione e il servilismo….Forse in fondo vi è un’idea difettosa della natura umana. Vi è un tentativo di mostrare un’entità maggiore di quello che esiste effettivamente tra gli esseri umani