I miei antenati erano INDIANI
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Vivono in armonia con la natura, sono conosciuti per la loro fierezza e la loro saggezza è proverbiale
Chiamare questi popoli indiani d’America, non è giusto e l’errore fu di Cristoforo Colombo: quando, nel 1492, toccò le coste del continente americano, Colombo era convinto di aver raggiunto le Indie, vera meta del suo viaggio.
Di conseguenza chiamò le popolazioni di quei luoghi “indiani”.
Circa 20000 anni fa, in un'altra era geologica, il continente americano e quello asiatico non erano separati dal mare, come lo sono oggi tra l'Alaska e la Siberia.
Erano invece uniti da una striscia di terra chiamato Beringia.
Oggi la Beringia non esiste più, è una terra sommersa, e il tratto di mare che separa America e Asia si chiama stretto di Bering. Lungo quella terra gli antenati degli indiani, partiti dalla Mongolia 20mila anni fa, hanno raggiunto l’America, dando origine alle popolazioni pellerossa.
Loro si definiscono orgogliosamente "i veri americani”.
Per 4 secoli gli indiani d'America hanno imparato a conoscere la crudeltà dell'uomo bianco, portato a considerarli "selvaggi" senza dignità e cultura.
Gli indiani, soprattutto nel XIX° secolo, hanno dovuto cedere all'avanzata dei coloni bianchi che si sono impadroniti delle loro terre, hanno cancellato i loro villaggi, massacrando donne e bambini, ridotto in schiavità guerrieri orgogliosi e fieri, scrivendo una delle pagine più squallide e crudeli della Storia.
La popolazione dei nativi americani era divisa in circa 250 tribù, distribuite in tutto il continente nordamericano, da sud a nord.
Le più famose erano quelle degli Apaches, dei Sioux, dei Navajo, degli Cheyenne e dei Mohicani.Ogni tribù aveva un capo, con il compito di stabilire le regole della vita della comunità.
Tutti gli appartenenti alla tribù avevano un compito da svolgere.Uomini, donne, anziani e bambini, ciascuno dava il suo contributo alla vita comune:
le donne cucinavano e costruivano il tepee (la tipica tenda dove abitava tutto il nucleo famigliare), mentre gli uomini cacciavano e proteggevano la tribù in caso di guerre.
Agli anziani invece spettava il compito di educare i più giovani e tramandare loro valori e tradizioni.
Al contrario dei bianchi, gli indiani non combattevano mai per il possesso delle terre perché, secondo la loro concezione, la terra era di tutti.
I grandi protagonisti della religione dei nativi americani erano gli “spiriti”. Dominavano ogni cosa, dagli uomini alle piante e il più importante era il Grande Spirito o Manitù.
I sacerdoti si chiamavano sciamani (Wichasha Wakan,"colui che conosce le cose sacre" in lingua Sioux) e avevano il potere di comunicare con gli spiriti e di guarire gli uomini dalle malattie.
Ogni tribù aveva il suo totem, un palo di legno sul quale erano rappresentate le insegne della tribù o del suo capo.
Ogni totem aveva due ali, perché gli indiani pensavano di essere “angeli che hanno un corpo".Inoltre, vi erano sempre incise le fattezze di alcuni animali, per esempio la farfalla, l’aquila o il bisonte.
Ognuno di questi animali rappresentava una “qualità” che la tribù desiderava possedere. Il cavallo, per esempio, rappresentava la libertà, l’aquila il potere spirituale, il lupo la lealtà, il bisonte l’abbondanza.
Questo test non ha alcuna valenza oggettiva ed è stato sviluppato senza alcuna pretesa scientifica: NON PRENDETELO SERIAMENTE! Il suo intento è quello di rilassare e divertire...