Aprilia (LT)

Vivace realtà dell'Agro Pontino, polo industriale e scrigno di memorie storiche

Aprilia, fondata il 25 Aprile 1936 nell'ex zona paludosa dell'Agro Pontino, fu inaugurata ufficialmente il 29 Ottobre 1937 da Benito Mussolini. Rappresenta la quarta città di fondazione dell'opera di bonifica fascista, un nucleo urbano nato dal profondo mutamento morfologico ed antropico del territorio laziale.

Il suo nome deriva non solo dal mese di primavera in cui fu posta la prima pietra, ma si riallaccia anche alla figura allegorica e benevola di Venus Aprilia, la "Venere Feconda", scelta per simboleggiare la rinascita e la generosità di una terra strappata con fatica e sacrificio alle acque stagnanti e alla malaria.

Le Località Storiche del Territorio

Il vasto territorio comunale racchiude al suo interno borghi e frazioni che conservano tracce di un passato ben anteriore alla fondazione moderna della città:

Buon Riposo: Questa località sorge su un'altura collinare ed ospita i resti archeologici di Longula, un'antica e prospera città fortificata di origine Volsca, lungamente contesa dai Romani durante le prime fasi di espansione nella penisola.

Carano: Nota per ospitare la storica tenuta legata a Menotti Garibaldi. Qui si trovano le preziose sorgenti di Carano, una caratteristica chiesetta rurale, la tomba monumentale della famiglia e storici edifici rurali. Questi ultimi venivano utilizzati in passato come grandi granai: i muli e i cavalli adibiti al trasporto dei cereali vi accedevano direttamente tramite due rampe di scale laterali, strutture ingegnose giunte fino a noi in ottimo stato di conservazione, sebbene parzialmente modificate nel corso degli anni.

Campoverde: Denominato originariamente Campo Morto e ribattezzato con l'attuale nome più rassicurante a partire dal 1958, deve il suo toponimo primitivo ad alcuni tragici e sanguinosi eventi d'arme. Il 21 Agosto 1482 il Capitano veneziano Roberto Malatesta vi condusse una celebre battaglia, sconfiggendo Alfonso Duca di Calabria (figlio di Ferdinando D'Aragona Re di Napoli) che aveva mosso guerra contro il Papa Sisto IV. Proprio sul sito dello scontro sono stati rinvenuti resti storici e le prigioni sotterranee appartenenti ai tenimenti pontifici di San Pietro in Formis. Molti secoli dopo, la medesima zona divenne teatro di un altro dramma: i prigionieri austriaci della Grande Guerra (1915-1918) vi morirono in gran numero, falcidiati dalla malaria.

La Grande Bonifica e i Coloni

Nel 1929, dopo innumerevoli e fallimentari tentativi perpetrati nei secoli precedenti da papi e regnanti, presero ufficialmente il via i colossali lavori di bonifica integrale dell'Agro Pontino. L'imponente cantiere attirò una massiccia ondata migratoria da diverse regioni d'Italia, in particolare dal Veneto, dal Friuli, dal Trentino, dalla Romagna e dall'Emilia.

A partire dalla fine del 1931 cominciò la radicale mutazione del paesaggio: vennero abbattute vaste porzioni di fitta boscaglia e prosciugati i pericolosi acquitrini. I terreni vennero dissodati profondamente e vennero edificati centinaia di poderi e case coloniche, con appezzamenti agricoli la cui estensione variava tra i dieci e i trenta ettari. Soltanto in quel momento si stabilizzò una popolazione residente, la quale viveva per lo più nelle campagne e solo in minima parte nel neonato centro urbano.

Sotto il profilo urbanistico, Aprilia faceva parte del piano coordinato delle città di nuova fondazione pontina che comprendeva Littoria (oggi Latina), Sabaudia, Pontinia e, successivamente, Pomezia. Al momento dell'inaugurazione, il nucleo cittadino essenziale ruotava attorno a quattro grandi edifici pubblici disposti sulla piazza principale: il Municipio, l'Ufficio Postale, la Chiesa di San Michele Arcangelo e la Casa del Fascio, ai quali si unirono in breve tempo il Cinema Littorio e la locanda per i viandanti.

La Seconda Guerra Mondiale e la Rinascita Industriale

Le sorti della città subirono un durissimo colpo con lo scoppio e l'avanzare della Seconda Guerra Mondiale. Nel Gennaio del 1944, in seguito allo sbarco alleato di Anzio e Nettuno, Aprilia divenne teatro di violentissimi scontri di trincea. Ribattezzata dalle truppe anglo-americane con il nome in codice di "The Factory" (la fabbrica) a causa della forma geometrica e compatta dei suoi edifici visti dall'alto, la città venne interamente rasa al suolo da bombardamenti e cannonate. La popolazione civile superstite fu costretta a fuggire, trovando provvisorio rifugio nei territori della Campania e della Calabria.

Gli sfollati poterono fare ritorno soltanto a partire dal mese di Settembre dello stesso anno, trovandosi di fronte ad un immenso cumulo di macerie. La ricostruzione fu lenta e faticosa; inizialmente l'economia locale dovette appoggiarsi sul piccolo commercio di sussistenza e sul pascolo ovino. Un gravoso ostacolo fu rappresentato dai campi minati lasciati dagli eserciti in ritirata, la cui bonifica costò la vita a ben 44 civili a causa delle esplosioni accidentali. Superata l'emergenza, si riprese la coltivazione intensiva dei cereali e l'allevamento del bestiame.

Negli anni '50, l'arrivo dei profughi italiani dall'Africa del Nord impresse una forte accelerazione all'agricoltura locale grazie all'impianto di vastissimi e moderni vigneti, che portarono alla produzione di uve da tavola e vini DOC stimati tra i migliori del panorama nazionale.

La vera svolta economica avvenne grazie ai cospicui finanziamenti della Cassa per il Mezzogiorno e all'istituzione del Consorzio per l'area di sviluppo industriale del Lazio. L'agricoltura si trasformò rapidamente da comparto di puro autoconsumo a dinamico mercato di esportazione. Nel 1951 si insediò ad Aprilia il primo grande stabilimento industriale, la celebre Simmenthal, che fece da apripista per decine di altri opifici e complessi manifatturieri di rilievo nazionale e internazionale. Oggi la città conta circa cento stabilimenti attivi in molteplici settori, dal farmaceutico al metalmeccanico, ospitando importanti multinazionali e offrendo impiego a migliaia di lavoratori.

Cultura e Gemellaggi

Aprilia cura con attenzione i propri legami storici. Il 26 Aprile 1996, in omaggio alla memoria di Menotti Garibaldi di cui custodisce le spoglie, la città si è ufficialmente gemellata con il comune brasiliano di Mostardas (nello stato del Rio Grande do Sul), luogo natale dell'eroe. Questo legame si affianca allo storico gemellaggio siglato nel giorno stesso della sua inaugurazione, il 29 Ottobre 1937, con Capannori (in provincia di Lucca), una comunità rurale toscana affine ad Aprilia per vastità territoriale e profonda vocazione agricola originaria.