Ariccia (RM)

Cuore dei Castelli Romani, tra architettura berniniana, antichi miti e storiche fraschette

Ariccia è celebrata fin dall'antichità dai poeti latini per i suoi fitti boschi e l'eccellente clima salubre. Adagiata su un crinale collinare vulcanico che domina la valle sottostante, rappresenta una delle perle più preziose dei Castelli Romani.

Le origini di Ariccia sono straordinariamente antiche e avvolte nel mito: la leggenda classica fa risalire la sua prima fondazione a Ippolito, figlio dell'eroe ateniese Teseo, che dopo essere resuscitato prese il nome di Virbio; altre ipotesi storiografiche indicano invece come fondatore il colono Archiloco Siculo. In realtà, sebbene la data esatta rimanga incerta, l'insediamento è storicamente antecedente alla stessa fondazione di Roma. I possenti blocchi di peperino rinvenuti nella parte alta della città testimoniano con assoluta certezza la presenza di un nucleo urbano fortificato già nell'VIII e VII secolo a.C.

L'Antica Aricia e lo Splendore Romano

L'antica Aricia preromana rivestiva un ruolo politico di primo piano, essendo la città a capo della potente Lega Latina. Sul suo storico territorio, che all'epoca includeva anche il vicino bacino del lago di Nemi, sorgeva il celeberrimo Santuario di Diana Nemorense, il principale centro religioso e federalista della confederazione dei popoli laziali.

Assoggettata in via definitiva dai Romani nel IV secolo a.C., la città divenne un fiorente municipio romano vivendo un lungo periodo di splendore. Questo successo si dovette alla sua fortunata posizione geografica, posta appena al di sopra del tracciato originario della Via Appia Antica, la regina viarum. Tale vicinanza la rese uno snodo commerciale cruciale per i trasporti, i rifornimenti e le comunicazioni strategiche con l'Urbe e le province meridionali dell'Impero.

A testimonianza di questa opulenza restano le vestigia di sontuose dimore patrizie, tra cui spicca la splendida Villa dell'Imperatore Vitellio (risalente al 69 d.C.), di cui sono tuttora visibili il suggestivo ninfeo sotterraneo e un monumentale cisternone idrico.

Dalle Devastazioni Medievali ai Feudi dei Savelli

Con la progressiva sistemazione e il ribassamento della Via Appia a partire dal 312 a.C., l'abitato originario si era esteso dalle alture dell'acropoli verso il fondovalle della Vallericcia, dove sorsero in breve tempo templi, mercati coperti, magazzini generali e un vero e proprio foro monumentale. La straordinaria bellezza dei paesaggi la rese la meta prediletta per i soggiorni estivi dei patrizi e dei letterati romani dell'età imperiale.

Durante il Medioevo la situazione mutò radicalmente: la pianura subì le ripetute invasioni barbariche di Goti e Vandali, culminando nell'attacco devastante dei Saraceni nell'anno 827 d.C. La distruzione degli edifici inferiori costrinse la popolazione superstite a rifugiarsi nuovamente sulla rocca tufacea dell'antica Acropoli (corrispondente all'attuale centro storico), dando vita a una nuova comunità arroccata e protetta.

Verso la fine del X secolo la cittadina si trovava sotto il rigido controllo di Guido, Conte di Tuscolo. Successivamente, nel 1223, per volere di Papa Onorio III, appartenente alla potente famiglia Savelli, il castello divenne un possedimento strategico della Santa Sede fino al XV secolo, passando per brevi periodi sotto la giurisdizione dei castelli di Lariano e di Genzano di Roma. Nel 1473, Papa Sisto IV riaffidò ufficialmente il controllo ai Savelli, i quali promossero importanti migliorie strutturali, tra cui le prime modifiche al palazzo baronale e le complesse opere idrauliche volte al prosciugamento parziale del lago di Vallericcia.

Il Rinascimento Barocco con i Principi Chigi e il Grand Tour

La vera svolta urbanistica ed estetica si compì nel 1661, anno in cui la città venne acquistata dalla ricca famiglia Chigi. I nuovi signori arricchirono l'abitato immergendolo nell'elegante e sfarzoso splendore del barocco romano, avvalendosi del genio artistico di Gian Lorenzo Bernini e dei suoi collaboratori, tra cui Carlo Fontana. Questo periodo di straordinaria fioritura artistica coincise con i lunghi soggiorni di Papa Alessandro VII Chigi: il monumentale Palazzo Chigi, lo sterminato parco attiguo, la straordinaria configurazione prospettica della piazza e la Collegiata di Santa Maria Assunta ne sono superbi esempi architettonici noti in tutto il mondo.

L'Ottocento, il Grande Viadotto e l'Epoca Moderna

Tra la fine del Settecento e la metà dell'Ottocento, Ariccia visse il momento di massima celebrità internazionale, trasformandosi in una delle tappe imperdibili e più amate del Grand Tour d'Italie. Pittori, poeti e intellettuali romantici provenienti da tutta Europa (come Goethe, Stendhal e Turner) vi soggiornarono a lungo per ritrarre i suoi boschi selvaggi. In seguito al motu proprio emanato da Papa Pio VII per limitare i gravosi costi feudali, i Chigi rinunciarono ai diritti di sovranità feudale sul borgo, conservandone comunque le proprietà private immobiliari.

Nel 1854 la viabilità subì una trasformazione epocale con la rettifica della Via Appia Nuova, resa possibile grazie alla costruzione del grandioso Ponte Monumentale voluto da Papa Pio IX. Questa titanica opera ingegneristica permetteva di superare l'antico dislivello boscoso congiungendo direttamente la città alla collina di Galloro. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel corso dei duri scontri del 1944, il ponte venne fatto saltare dai bombardamenti anglo-americani e prontamente ricostruito nelle medesime forme nel 1947.

I Principali Monumenti da Visitare

Piazza della Repubblica: Un sublime e armonioso complesso architettonico interamente progettato da Gian Lorenzo Bernini nel XVII secolo. Sulla piazza si affaccia il maestoso Palazzo dei Principi Chigi, iniziato nel Cinquecento dai Savelli, radicalmente trasformato dal Bernini e completato nelle forme attuali sotto la direzione di Augusto Chigi. L'edificio conserva interni barocchi intatti e preziosi arredamenti d'epoca.

Chiesa dell'Assunta: Situata anch'essa sulla piazza principale, è una splendida chiesa a pianta centrale sormontata da una cupola, capolavoro assoluto della scuola berniniana ispirato esplicitamente al Pantheon di Roma.

Santuario della Madonna di Galloro: Poco fuori dal centro urbano, questo antico luogo di pellegrinaggio conserva al suo interno un'effigie sacra ritenuta miracolosa. L'assetto monumentale e la facciata barocca portano anch'essi la prestigiosa firma del Bernini.

Porta Garibaldi e il Viadotto: Porta d'accesso al nucleo storico nei cui pressi si trova un meraviglioso belvedere panoramico. Da qui lo sguardo spazia sulla pianura pontina fino a raggiungere il Mar Tirreno. Il celebre viadotto stradale, lungo ben 300 metri e alto 59, si impone nel paesaggio con i suoi caratteristici tre ordini sovrapposti di arcate.

Tradizione Gastronomica: La Porchetta e le Fraschette

Una visita ad Ariccia non può prescindere da una sosta enogastronomica d'eccellenza. La città è la patria indiscussa della celeberrima Porchetta di Ariccia IGP, un arrosto tradizionale di maiale speziato con rinfrescante rosmarino, aglio e pepe nero, caratterizzato da una crosta incredibilmente croccante.

Il prodotto va degustato fresco nei caratteristici locali rustici del centro storico noti come Fraschette. In questi ambienti tradizionali, un tempo semplici cantine di vignaioli, si assaporano i piatti tipici dei Castelli Romani, tra cui le saporite coppiette (strisce di carne essiccata piccante), i formaggi locali, le immancabili ciambelline al vino e il celebre vino romano servito sfuso nelle tradizionali brocche romane.