Atina (FR)
Nel cuore della splendida Valle di Comino, tra miti saturnini e vestigia romane
Atina è situata nel cuore delle Mainarde, alle pendici del colle di S. Stefano, sperone del monte Prato che chiude a sud-est la Valle di Comino, un’ampia conca appenninica formata dall’alto bacino del fiume Melfa e dal torrente Mollarino. Si estende per circa 325 Kmq e vanta secoli di storia e luoghi ancora poco noti ma non per questo meno autentici o suggestivi. Il territorio comunale è di ha. 2980.
La città si sviluppa su tre aree principali: il centro storico (dove, sui resti dell’antica città romana, ebbe origine l’abitato tardo medioevale e moderno), il Colle e Atina Inferiore, sorta nel secondo dopoguerra vicino al ponte sul fiume Melfa. Fino al 1927 faceva parte della provincia di Caserta (o Terra di Lavoro) istituita nel 1861 dal Regno di Vittorio Emanuele II di Savoia, il quale conservò le circoscrizioni borboniche istituite nel 1816 da Gioacchino Napoleone. Durante la seconda guerra mondiale la città subì purtroppo la distruzione di numerose chiese e abitazioni, anche storiche.
La leggenda e la Storia Antica
Secondo la leggenda fu fondata da Saturno, dio dell’Olimpo, che, costretto a fuggire dalla Grecia, si nascose nel Lazio dove diede vita ad una favolosa “età dell’oro”, fondando cinque grandi e feconde città che iniziano con la lettera "A", tra cui proprio la splendida Atina. La città antica era cinta da un esteso circuito murario costituito da enormi massi e distinto in due fasi costruttive: uno pre-romano in poligonale di I e II maniera e uno posteriore in poligonale di III e IV maniera.
Alla considerazione del mistero sulla nascita di questi secolari e affascinanti blocchi di pietra fa eco la notizia di una antica importanza della città che ci giunge da un passo dell’Eneide di Virgilio dove Atina, definita potens, è chiamata a realizzare le armi nella imminente guerra dei latini contro Enea. Nel IV sec. a.C. il centro è sotto il controllo dei Sanniti i quali nel 293 d.C. furono sconfitti dalle legioni romane che ne devastarono il territorio.
L'Epoca Romana e lo Sviluppo Imperiale
Assoggettata dai romani divenne Colonia iscritta alla tribù Teretina, poi ottenne la civitas sine suffragio e, solo dopo la morte di Cesare, ottenne la piena cittadinanza divenendo Municipio. In quell'epoca e nella successiva età imperiale, la cittadina ebbe un grosso sviluppo come testimonia il ricco patrimonio epigrafico che, oltre a confermare la presenza di numerosi personaggi di rango elevato, ci informa sulla esistenza di numerosi templi e culti dedicati a Cerere, Venere, Augusto.
Certamente vi era un Foro con le Terme, i Bagni Imperiali, l’Acquedotto che raggiungeva la città attraverso un condotto che partiva dalle sorgenti Chiusi e, probabilmente, un anfiteatro. Sia in città che nel territorio sono avvenuti rinvenimenti di strade, statue e ville riferibili al I e II sec. d.C. ricche di pavimenti musivi come quello a tessere bianche e nere formato da quindici pannelli, di cui quattro raffiguranti una serie di eroi armati, ora in mostra nel salone del palazzo ducale o il mosaico policromo rappresentante Esione ed Ercole, conservato a Roma nel museo di Villa Albani.
In età cristiana fu sede vescovile. Primo vescovo fu S. Marco, dal 1799 venerato come patrono della città e convertito, secondo la leggenda, da San Pietro, suo conterraneo. Fin dal 1140 ebbe una sede episcopale trasformata in seguito in prepositura, ovvero in una chiesa locale autonoma. I capi, chiamati preposti, venivano eletti dal clero atinate e confermati dal papa.
Il Medioevo e le Vicende Feudali
Le fonti storiche, al pari di quelle archeologiche, sono molto avare per i primi secoli del medioevo. Al VII secolo risale la prima menzione documentaria che definisce l’oppidum Atinem come una fortezza bizantina posta all’estremo confine tra il Ducato Romano e i territori longobardi meridionali: la sua funzione strategica consisteva nel difendere Sora alle spalle e nel controllare l’asse stradale di origine romana della via Sferracavalli, tramite il controllo del passo fortificato di Cancello.
L’importanza del passaggio obbligato verso il meridione è confermata con l’unificazione normanna e la nascita del Regno Meridionale durante il quale la città, insieme alla valle di Comino, si trova coinvolta nelle guerre che segnano il passaggio dalla fase normanna a quella sveva e successivamente a quella angioina e aragonese. La storia della città si intreccia, dunque, con le vicende del Ducato di Benevento, della Contea di Capua, dei Conti di Aquino e della famiglia angioina dei Cantelmo.
Dal Rinascimento all'Età Moderna
Dopo l’acquisto del ducato di Alvito da parte dei Gallio (1595), ultimi feudatari della Valle di Comino, l’abitato ebbe un periodo di stabilità politica, un notevole sviluppo edilizio fuori le mura con la costruzione di palazzi signorili e nuove chiese, un potenziamento della viabilità e la costruzione di un ponte sul fiume Melfa, formato, all’epoca, da 5 pilastri e 4 campate realizzati con la riutilizzazione del materiale archeologico proveniente dalla località San Marciano.
Dopo l’eversione della feudalità, decretata dai francesi nel 1806, il paese continuò ad essere il polo di sviluppo economico della valle: si ricostruì la strada Sferracavalli (1824), si edificò la cartiera (1845), si impiantò il cimitero (1849) e la Reale Ferriera (1854). Alla fine del XIX sec. il tessuto urbano si sviluppò lungo via S. Nicola e la via Sferracavalli. Nel 1848 Atina fu attraversata da ideologie liberali - unitarie grazie al ruolo svolto dalla famiglia Visocchi che, dopo l’unità d’Italia, fu indiscussa protagonista della vita politica ed economica dell’abitato.
Nella seconda metà dell’Ottocento furono aperte scuole primarie, una scuola di disegno “per artieri“ e una delle prime banche popolari della Terra di Lavoro. La città moderna è caratterizzata da emergenze architettoniche che testimoniano la sua ricchezza storica e che si aprono quasi tutte lungo il fronte edilizio del palazzo Cantelmo: la Cattedrale Santa Maria Assunta, il Palazzo Prepositurale, le residenze dei Visocchi, dei Fasoli, dei Palombo.
Dettagli Aggiuntivi, Cultura e Territorio
Oggi Atina non è rinomata solo per la sua storia antica, ma anche per una vibrante tradizione enogastronomica guidata dal celebre **Vino Atina DOC**, un rosso di eccezionale struttura basato principalmente su vitigni Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, introdotti nella seconda metà dell'Ottocento grazie all'intuizione dell'agronomo Pasquale Visocchi. Questo legame profondo con la terra si riflette anche nella rinomata produzione del fagiolo cannellino di Atina DOP, ingrediente principe della cucina locale.
Il tessuto urbano più recente di Ponte Melfa accoglie oggi le principali attività produttive e commerciali, pur preservando la tranquillità e lo spirito d'accoglienza tipico della Ciociaria. Dal punto di vista artistico-culturale, Atina ospita festival musicali di rilievo internazionale ed eventi legati al folklore che richiamano visitatori da tutta Italia durante il periodo estivo e autunnale.
Dintorni e Bellezze Naturali
Sezione Locale del Parco Nazionale d'Abruzzo: Atina è un ideale punto di partenza per esplorare il meraviglioso triangolo di monti al confine con l'Abruzzo e il Molise, delimitato dalla selvaggia Val di Canneto e dal massiccio delle Mainarde, rifugio naturale per l'orso bruno marsicano e il lupo appenninico.
Forca d'Acero: Situata a 1515 metri di altitudine, rappresenta lo storico valico stradale di confine geografico tra il Lazio e l'Abruzzo, immerso in una delle faggete secolari più fitte e suggestive d'Europa, meta imperdibile per escursionisti in estate e amanti del fondo in inverno.
Prati di Mezzo: Splendida conca carsica situata a circa 1500 metri in Val Forestella, all'interno del Gruppo delle Mainarde, da cui partono numerosi sentieri CAI ideali per il trekking e per raggiungere le vette più alte del comprensorio.