Campoli Appennino (FR)

Natura incontaminata, geologia carsica e sapori pregiati all'ombra dell'Appennino Ciociaro

Situato nell'estremo lembo della Ciociaria settentrionale, a ben 650 metri sopra il livello del mare, Campoli Appennino sorge a ridosso delle imponenti catene montuose degli Appennini centro-meridionali. Inserito nel versante laziale del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il borgo gode di una straordinaria posizione panoramica che domina l'intera Valle del Lacerno.

L'elemento geomorfologico più spettacolare e celebre del paese è senza dubbio il Tomolo (o "Fossa"), una gigantesca dolina carsica di forma ellittica attorno alla quale il nucleo urbano medievale si è sviluppato a semicerchio, assumendo una suggestiva disposizione a ferro di cavallo. Con la sua caratteristica conformazione ad imbuto e le sue dimensioni imponenti, il Tomolo si attesta come una delle doline di crollo più grandi e spettacolari dell'intera regione Lazio, testimoniando l'incessante attività corrosiva dell'acqua sulle rocce calcaree del sottosuolo.

Le Origini, la Torre Medievale e Filippo Cirelli

L'impianto urbanistico di Campoli Appennino conserva intatto il fascino dell'antico borgo fortificato. A presidiare il centro storico svetta la maestosa Torre Medievale alta 25 metri, edificata sulla cresta più alta del colle. Intorno alla torre si snodano le antiche mura di cinta originarie, intervallate da piccole torrette di avvistamento e da un fitto ricamo di stretti vicoli in pietra in cui si respira ancora oggi un'atmosfera d'altri tempi. Il borgo ha dato inoltre i natali al celebre letterato, scienziato ed inventore Filippo Cirelli (XVIII secolo), figura di spicco nel panorama culturale del Regno delle Due Sicilie.

L'Area Faunistica dell'Orso Bruno Marsicano

Campoli Appennino vanta un primato naturalistico unico: all'interno della grande dolina carsica del Tomolo è stata istituita la celebre Area Faunistica dell'Orso Bruno Marsicano. Lo spazio, che ricrea perfettamente l'habitat naturale montano, ospita in semilibertà alcuni splendidi esemplari di orso che non sarebbero in grado di sopravvivere allo stato selvatico. Questa felice integrazione fa sì che Campoli sia affettuosamente soprannominato "Il Paese dell'Orso", richiamando ogni anno scolaresche, escursionisti e amanti della fauna selvatica da tutta Italia.

Architettura Sacra e la "Breccia di Campoli"

Nel cuore del centro storico si incontra la splendida Chiesa Parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo, risalente al periodo compreso tra il XV e il XVI secolo. L'edificio presenta una struttura a navata unica, con una imponente volta a sesto sorretta da eleganti pilastri decorati con capitelli di ordine corinzio. Di eccezionale valore artistico è il pavimento in stile veneziano, finemente decorato con tessere colorate realizzate in Breccia di Campoli, un pregiato marmo autoctono estratto storicamente nelle cave locali, caratterizzato da venature calde e policrome molto ricercate nell'architettura monumentale.

Tradizione Gastronomica e l'Oro Nero: Il Tartufo

La cucina campolese si fonda sulla genuinità assoluta e sull'incredibile ricchezza dei prodotti del bosco e della montagna. Il re indiscusso della tavola locale è il Tartufo di Campoli Appennino. Grazie alle eccezionali condizioni del terreno calcareo e del microclima appenninico, i boschi circostanti regalano tutto l'anno preziose varietà di tartufo (sia il Bianco Pregiato che lo Scorzone estivo ed invernale). Questa eccellenza è valorizzata storicamente da storiche aziende locali, tra cui spicca la nota Sulpizio Tartufi, che esporta il nome del borgo in tutto il mondo.

I piatti tradizionali ruotano attorno a questo eccezionale fungo ipogeo: i visitatori non possono rinunciare a un piatto di fettuccine fatte a mano condite al tartufo fresco, ai risotti, agli spaghetti saltati o alle classiche bruschette calde irrorate con l'ottimo olio di oliva della Ciociaria. La gastronomia locale si completa con altre prelibatezze montane a chilometro zero, quali l'abbacchio di montagna cotto alla brace, i formaggi pecorini e caprini dei pastori locali, il prosciutto casereccio tagliato al coltello e le saporite salsicce locali stagionate all'aria pura dell'Appennino.