Casalattico (FR)
Natura incontaminata, vestigia romane e storie di emigrazione nella Valle di Comino
Casalattico si presenta all'orizzonte con numerosi ed incantevoli abitati sparsi nel territorio, che si estende fluidamente dalla fertile piana solcata dal fiume Melfa fino a raggiungere i 719 metri della frazione collinare di Montattico, un'area ricca di fitti boschi e pregevole dal punto di vista naturalistico.
Situato nel cuore verde della splendida Valle di Comino, questo splendido comune laziale prende il suo nome in parte dall’antica frazione medievale chiamata Casale, e, in parte, dalla frazione che la tradizione storica vuole edificata direttamente sulle antiche rovine della maestosa villa imperiale di Tito Pomponio Attico, illustre e colto erudito atinate nonché carissimo amico di Cicerone. Dal cuore del paese si può ammirare un vastissimo, suggestivo e indimenticabile panorama che abbraccia l'intera vallata circostante.
Le Origini Classiche e l'Epoca Romana
Nell’antichità più remota il territorio apparteneva interamente al ricco ager atinensis: tale e profondo legame storico è confermato senza ombra di dubbio dalla radicata presenza residenziale della villa di Attico. Proprio nella suggestiva frazione di Montattico, un’importante epigrafe lapidea giunta fino a noi ricorda con precisione il liberto Pomponio Tigrano che fece costruire, interamente a sue personali spese, una fondamentale strada carrabile destinata originariamente al transito dei carri pesanti della zona. Inoltre, un’antica iscrizione romana, oggi purtroppo andata perduta, attesterebbe con chiarezza la presenza storica nella valle del radicato culto pagano tributato alla dea italica Mefite, protettrice delle acque e dei campi.
Il Medioevo e le Grandi Signorie
Nel corso del Medioevo il territorio di Casalattico entrò stabilmente nella potente sfera d’influenza della celebre abbazia cassinese; all'epoca il territorio era caratterizzato principalmente da laboriose popolazioni rurali sparse in piccoli e modesti insediamenti agricoli. La località di Casale è in assoluto la prima ad essere ufficialmente documentata in un testo scritto risalente all'anno 1050. Secondo le ricostruzioni fornite dagli storici locali, nel 1059 le varie popolazioni sparse vennero strategicamente riunite all'interno di un castello fortificato costruito da Oderisio, conte dei Marsi, edificato proprio sopra l'antico sito della villa di Attico: del castello esistono e si possono ammirare ancora oggi i ruderi suggestivi nella contrada di Montattico.
Dal punto di vista strettamente politico, i centri abitati che oggi formano l'unito comune di Casalattico rimasero legati nei secoli alle vicende della signoria cominese, passando sotto il controllo delle nobili famiglie dei d’Aquino e dei Cantelmo, cambiando tuttavia molto spesso signore a causa delle continue guerre di confine. Nel 1439 papa Eugenio IV aggregò ufficialmente Casale e Montattico alla prestigiosa contea di Arpino e, nel corso dello stesso secolo, i due centri furono sottoposti prima alla guida di Bernardo Gaspare d’Aquino e in seguito a quella di Giovanni della Rovere.
Dalla Signoria dei Boncompagni al Brigantaggio
Nel 1583 il nobile Giacomo Boncompagni acquistò lo stato di Arpino, da cui dipendeva strettamente Casalattico. Sotto l'amministrazione dei Boncompagni il centro nevralgico della politica locale divenne la vicina città di Sora, e le due frazioni principali di Casale e Montattico vennero temporaneamente unite amministrativamente in un unico comune insieme a Casalvieri. Questa unione territoriale durò a lungo e la definitiva separazione istituzionale avvenne soltanto verso la metà del secolo scorso.
Nei primi decenni dell'Ottocento fecero la loro tragica comparsa a Casalattico le temute bande dei briganti; i banditi terrorizzarono la zona con feroci uccisioni e furti continui: fra le vittime più illustri si ricorda la giovane ventenne Isabella Taddei, la cui drammatica morte fu a lungo attribuita al famosissimo brigante Fra’ Diavolo. Secondo una celebre e sentita versione popolare, il brigante avrebbe aggredito la bellissima ragazza nelle campagne e, una volta respinto con fermezza, l’avrebbe barbaramente pugnalata.
L'Unità d'Italia e la Grande Emigrazione
Subito dopo la spedizione dei Mille guidata da Garibaldi, i contadini locali si schierarono apertamente a favore del vecchio regime borbonico, poiché i grandi proprietari terrieri, chiamati localmente “galantuomini”, sostenevano le fazioni liberali; assai famosa rimase nella memoria la grande manifestazione legittimista del 25 settembre 1860, allorché le popolazioni unite di Casalattico, Montattico e di tutta la zona circostante accesero spettacolari e giganteschi falò sulle vette delle colline in onore del re Francesco II di Borbone.
Dopo il compimento dell’unificazione nazionale italiana, il fenomeno dell’emigrazione verso l'estero divenne una piaga sociale permanente: in un solo anno, a cavallo fra il 1901 e il 1902, emigrò oltre il cinque per cento dell'intera popolazione comunale. Di questo profondo e doloroso fenomeno resta oggi un inestimabile patrimonio documentario rappresentato dalle storiche fotografie d'epoca degli emigranti. Gran parte dei casalatticesi si diresse con speranza verso la Gran Bretagna e l'Irlanda; alcuni di loro fecero immense fortune nel campo della ristorazione e degli affari, come il celebre sir Charles Forte, che divenne nel tempo il più famoso personaggio di Casalattico nel mondo, nonché grande e generoso animatore della tradizionale festa estiva di Sant’Antonio, in occasione della quale tornava regolarmente nel paese natale contribuendo economicamente a far rinnovare le tradizioni folcloristiche locali. In suo onore la frazione natia di Mortale è stata ufficialmente ribattezzata Monforte e gli è stato dedicato il moderno centro sportivo comunale.
Il Novecento e i Luoghi da Non Perdere
Durante lo svolgimento della Seconda Guerra Mondiale il paese si trovò tragicamente posizionato nelle immediate retrovie del cruento fronte della linea Gustav di Cassino: il comune ospitò con generosità moltissimi profughi, collaborò attivamente con le formazioni della resistenza partigiana, diede vita a varie iniziative di lotta e la popolazione locale non fu purtroppo risparmiata dalle dure retate tedesche e dai violenti bombardamenti aerei alleati. Nel secondo dopoguerra l’emigrazione continuò inesorabile e il borgo si spopolò quasi del tutto, lasciando intatto un fascino d'altri tempi che oggi attrae turisti e amanti della tranquillità.
Cosa Vedere nel Borgo
Nel centro storico si sviluppa un’unica e caratteristica strada centrale da cui si diramano pittoreschi vicoli di scollinamento in pietra. Passeggiando si possono notare con chiarezza le tracce evidenti dell’antica terra murata difensiva, con alcune torri medievali oggi sapientemente inglobate nella cinta successiva delle case residenziali.
Nella splendida Chiesa di San Barbato si conservano importanti tesori d'arte: una pregevole statua dell'Immacolata risalente al 1703, attribuita alla mano di Jacopo Colombo (noto scultore della scuola napoletana), e due tavole dipinte di un antico polittico che rappresentano con devozione San Carlo Borromeo, San Pietro Martire e una splendida Madonna del Carmelo con Santi, opera attribuita al pittore Taddeo Kuntz e realizzata intorno all'anno 1765.
Da non perdere, infine, il suggestivo Sito Archeologico di San Nazario, che custodisce importanti resti romani databili nell'epoca d'oro compresa tra la fine della Repubblica e il primo Impero, ed il monumentale ed intatto Ponte Romano sul Fiume Melfa, mirabile esempio di ingegneria stradale antica immerso in un contesto naturale fluviale di straordinaria bellezza.
Tradizione Gastronomica Locale
La cucina di Casalattico riflette le antiche e genuine tradizioni della Ciociaria e della Valle di Comino. Tra i piatti tipici spiccano i maccheroni alla chitarra conditi con ricchi sughi di castrato o di cinghiale, le minestre di legumi locali con erbe selvatiche raccolte sui monti di Montattico, e i pregevoli formaggi pecorini e caprini prodotti artigianalmente nei pascoli d'altura, ottimi se accompagnati dal rinomato vino Cabernet Doc della zona.