CELLERE (VT)

Il borgo tra storia etrusca e architettura rinascimentale

Situato nel cuore della Maremma laziale, Cellere si erge fiero su uno sperone di roccia tufacea. Il borgo è un affascinante intreccio di storia antica, paesaggi rurali dominati dalla coltura dell'olivo e capolavori architettonici che narrano il glorioso passato della Tuscia.

Il paese, caratterizzato da una struttura urbana tradizionale, offre scorci panoramici unici sulla Valle del Tevere. Le origini del nome sono avvolte nel mito: alcune interpretazioni lo riconducono a "Cerere", dea delle messi, a sottolineare la fertilità delle sue terre; altre suggeriscono un'origine etrusca, derivata da "celle" (magazzini), indicando la funzione originaria del luogo come granaio dell'antica città di Vulci.

La Chiesa di Sant'Egidio

Questo edificio rappresenta il gioiello artistico di Cellere. Progettata dall'architetto Antonio da Sangallo il Giovane tra il 1512 e il 1520, la chiesa è un esempio eccelso di architettura rinascimentale. Situata in una piccola valle, colpisce per l'eleganza delle sue linee armoniche. L'interno conserva un suggestivo pavimento esagonale e cicli di affreschi del Cinquecento, fondamentali per comprendere la storia dell'arte religiosa locale.

Rocca Farnese e Museo del Brigantaggio

Dominando il centro abitato, la Rocca Farnese sorge su un insediamento preistorico e mostra i segni di diverse fasi costruttive, da torre d'avvistamento medievale a raffinata residenza nobiliare. Per chi ama la storia sociale, il Museo del Brigantaggio è una tappa imperdibile: esso offre un'approfondita analisi antropologica del fenomeno del brigantaggio in Maremma, ricostruendo le vicende e i miti che hanno segnato il territorio dalla metà del XIX secolo ad oggi.

Un'economia legata alla terra

Cellere mantiene intatta la sua vocazione agricola. Il settore di punta è la produzione di olio extravergine di oliva, che si fregia della prestigiosa D.O.C. "Canino". La qualità dell'olio locale è riconosciuta a livello europeo, frutto di una tradizione millenaria e di un legame profondo tra l'uomo e il territorio tufaceo della Maremma viterbese.