Torna a “Gliù Cancieglie”, l’antichissima tradizione de “le virtù”, usanza tramandata dai contadini formiani per festeggiare l’arrivo della primavera.
A Formia (LT), il 1° maggio non è solo la Festa dei Lavoratori, ma un tuffo in una tradizione secolare che profuma di erbe selvatiche e comunità: la Festa delle Virtù.
L'evento si svolge nello storico quartiere di Castellone, tra vicoli medievali e l'abbraccio dell'antico Cisternone Romano.
🥣 Cos'è la "Festa delle Virtù"?
La celebrazione ruota attorno alla preparazione e distribuzione delle Virtù, un piatto rituale antichissimo le cui radici affondano nella cultura contadina:
La Ricetta: È una minestra complessa che richiede una preparazione di giorni. Simboleggia il passaggio dall'inverno alla primavera, unendo le ultime scorte della dispensa (legumi secchi, ossa di maiale) con le primizie stagionali (erbe selvatiche, fave fresche, piselli).
La Simbologia: Tradizionalmente, il piatto doveva contenere sette tipi di legumi, sette di verdure e sette di pasta diversa, a rappresentare le virtù necessarie per un buon raccolto.
Curiosità: Non chiamarla semplice "zuppa". Per i formiani, le Virtù sono un rito propiziatorio; accettarne un piatto è un segno di partecipazione alla fortuna della comunità.
💡 Consigli Utili
Logistica: Il borgo di Castellone è caratterizzato da scale e vicoli stretti; indossa scarpe comode.
Parcheggio: Si consiglia di parcheggiare nella zona del porto o nei pressi della stazione e raggiungere il borgo a piedi (circa 10 minuti di camminata in salita).