William Shakespeare

Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1564 — Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1616


Il Bardo di Avon

Drammaturgo e poeta inglese, è uno degli esponenti principali del rinascimento inglese e uno dei più grandi autori della storia del teatro occidentale. La sua influenza sulla lingua inglese e sulla cultura mondiale è inestimabile, avendo coniato termini e indagato la psiche umana con una profondità senza precedenti.

La Vita e la Carriera a Londra

Nato a Stratford-on-Avon nel 1564, nel 1592 si trasferì a Londra dove si impegnò come autore e, marginalmente, come attore con la compagnia "Chamberlain's Men" (divenuta in seguito "King's Men" a causa della salita al trono di Giacomo I). Da questo momento la sua carriera fu fulminea e gli procurò considerevoli guadagni che gli consentirono di essere comproprietario dei due teatri più importanti di Londra: il "Globe Theatre" e il "Blackfriars".

La Produzione Artistica e la Rilettura Romantica

Difficile inquadrare la sua notevole produzione artistica, che annovera drammi storici, commedie e tragedie, anche a causa della rilettura successiva dei suoi lavori ad opera dei letterati romantici che videro profonde assonanze tra la loro ricerca estetica e i lavori di Shakespeare. Per lungo tempo, infatti, questa rilettura ha influenzato sia la critica che gli allestimenti delle sue opere, esasperando le affinità poetiche con il romanticismo.

Indubbiamente sono presenti, soprattutto nelle grandi tragedie, temi e personaggi che preludono all'esperienza romantica, ma l'originalità del grande artista inglese va cercata maggiormente nella grande capacità di sintesi delle diverse forme teatrali del suo tempo in opere di grande respiro ed equilibrio dove il tragico, il comico, l'amaro, il gusto per il dialogo serrato e per l'arguzia, sono spesso presenti in un'unica miscela di grande efficacia.

Opere Principali

Essendo impossibile selezionare alcuni lavori più importanti di altri, ecco alcuni dei titoli più celebri suddivisi per genere:

Tragedie e Drammi Storici

  • Romeo e Giulietta (1594-95): L'archetipo dell'amore proibito.
  • Enrico IV (1597-98): Affresco storico e politico.
  • Amleto (1599-1600): La tragedia del dubbio e della vendetta.
  • Macbeth (1605-06): L'indagine sull'ambizione e il male.

Commedie

  • La bisbetica domata (1593-94).
  • Molto rumore per nulla (1598-99).
  • Le allegre comari di Windsor (1600-01).

Il Genere "Fantastico"

Una menzione speciale meritano due opere "fantastiche" nelle quali sogno e realtà si mescolano in maniera talmente suggestiva da essere dei veri e propri capostipiti del genere "Fantastico": si tratta di "Sogno di una notte di mezza estate" (1595-96) e "La tempesta" (1611-12), quest'ultima spesso considerata il suo testamento artistico.

Cenni Storici: L'Età Elisabettiana

L'avvento al trono di Elisabetta nel 1558 non fu facile. Durante il breve regno della sorellastra Maria, che l'aveva preceduta, c'era stato un sanguinoso tentativo di restaurazione del cattolicesimo contro la Riforma protestante. Assicuratasi il trono, Elisabetta aveva perseguito all'estero una politica di espansione commerciale e territoriale e all'interno aveva mirato ad uno sviluppo economico accelerato.

La nazione la sosteneva, soprattutto dopo che la sua flotta riuscì a distruggere l'Invincibile Armata spagnola, facendo dell'Inghilterra la maggiore potenza mondiale sui mari. Ma proprio questo straordinario sviluppo implicava delle profonde trasformazioni: la classe mercantile prevaleva sull'aristocrazia terriera e la Chiesa anglicana affrontava le pressioni di cattolici e puritani.

Politica e Teatro: La Ribellione di Essex

Poiché la regina non aveva eredi, gli aristocratici entrarono in conflitto per la successione. Un episodio significativo fu la fallita ribellione capeggiata dal conte di Essex nel 1601, nella quale fu coinvolta anche la compagnia teatrale di Shakespeare. I "Chamberlain's Men" erano stati invitati a rappresentare, il giorno fissato per la rivolta, il "Riccardo II", dramma che si pensava potesse istigare gli animi all'azione mostrando la deposizione di un sovrano.