Leon Battista Alberti
Vita
Leon Battista Alberti (Genova, 14 febbraio 1404 – Roma, 25 aprile 1472)
Leon Battista Alberti nacque a Genova il 14 febbraio 1404, figlio illegittimo del mercante e banchiere fiorentino Lorenzo di Benedetto degli Alberti, il quale si trovava in esilio a causa delle lotte politiche che avevano colpito la sua famiglia all'interno della fazione degli Albizi.
La giovinezza dell'Alberti fu segnata dai continui spostamenti dovuti alla condizione di esilio del padre, che lo costrinsero a vivere tra diverse città italiane prima di potersi stabilire in modo più stabile in contesti culturali di primissimo piano nel panorama europeo del Quattrocento.
Frequentò dapprima la scuola umanistica di Gasparino Barzizza a Padova, dove ricevette una solida formazione letteraria e classica, apprendendo alla perfezione la lingua latina, lo stile degli antichi autori e i fondamenti della retorica umanistica.
Successivamente si trasferì a Bologna per intraprendere gli studi giuridici presso la prestigiosa Università locale, assecondando in parte i desideri della famiglia, sebbene il suo animo fosse costantemente attratto dalle lettere, dalla filosofia e dalle scienze.
La morte del padre, avvenuta quando Leon Battista era ancora giovane, aprì un periodo di gravi difficoltà economiche e di aspri conflitti con i parenti legittimi riguardo alla gestione e alla divisione del patrimonio familiare ereditato.
Nonostante le avversità materiali e le tensioni dinastiche, egli non abbandonò mai gli studi e trovò conforto nella riflessione intellettuale, sviluppando quella straordinaria versatilità di ingegno che lo avrebbe reso uno dei massimi esponenti dell'Umanesimo europeo.
Nel 1428 conseguì la laurea in diritto canonico a Bologna, un titolo che gli aprì le porte per intraprendere una brillante carriera ecclesiastica e diplomatica al servizio della Curia romana e di influenti prelati dell'epoca.
Entrato a far parte della cancelleria pontificia in qualità di abbreviatore apostolico, l'Alberti visse a lungo a Roma, dove ebbe l'opportunità straordinaria di studiare da vicino i monumenti classici dell'antichità e di stringere sodalizi intellettuali di altissimo valore.
Fu proprio nella capitale pontificia che approfondì la sua passione per l'archeologia, misurando le rovine romane, analizzando le proporzioni degli edifici imperiali e ponendo le basi teoriche per la rinascita dell'architettura classica nel Rinascimento.
Nel corso della sua vita poliedrica, l'Alberti non si limitò alla sola architettura, ma si distinse come scrittore di trattati d'arte e di scienza, poeta raffinato e autore di dialoghi morali sia in latino sia in volgare fiorentino.
Tra le sue opere teoriche fondamentali spicca il trattato "De Pictura", composto nel 1435 e dedicato a Filippo Brunelleschi, nel quale affronta in modo rigoroso e geometrico i concetti di prospettiva, composizione armonica e uso espressivo della luce.
A questo capolavoro seguirono altri studi fondamentali come il "De Statua" e il monumentale trattato "De Re Aedificatoria", opera in dieci libri che codificò i principi dell'architettura rinascimentale riprendendo e rielaborando la lezione di Vitruvio.
La sua attività pratica di architetto prese avvio in modo significativo nel 1450, quando fu incaricato da Sigismondo Pandolfo Malatesta di occuparsi del rivestimento e della trasformazione della gotica chiesa di San Francesco a Rimini.
Nacque così il celebre Tempio Malatestiano, concepito per servire come tomba monumentale non solo per il signore di Rimini, ma anche per i dotti, i filosofi e gli umanisti della sua corte, celebrando il trionfo della cultura classica.
Sebbene il progetto originario non sia stato completato integralmente nella parte della grande cupola posteriore, la facciata e la struttura mostrano evidenti e mirabili derivazioni dall'architettura monumentale romana antica.
Tra gli elementi di spicco si riconoscono l'arco trionfale centrale incassato fra robusti pilastri, che richiama direttamente l'Arco Augusteo di Rimini, l'impostazione della porta d'ingresso e il richiamo alla spazialità classica.
La genialità dell'Alberti in quest'opera consistette nel rimodellare il rapporto tra larghezza e altezza delle membrature architettoniche, creando ritmi visivi originali attraverso l'alternanza di arcate e pilastri luminosi o in ombra.
Al centro delle arcate laterali esterne trovarono collocazione i sarcofagi con le spoglie dei letterati e dei sapienti protetti dalla corte malatestiana, fondando un tempio laico dedicato alla celebrazione dell'arte e del sapere.
Successivamente, l'attività dell'architetto fiorentino si spostò nella sua città d'origine, dove progettò la magnifica facciata di Palazzo Rucellai, commissionatogli dalla ricca e potente famiglia di mercanti fiorentini.
La facciata di Palazzo Rucellai si distingue per l'elegante partizione in tre piani orizzontali e l'uso sapiente di ordini architettonici sovrapposti nei settori verticali mediante lesene o semipilastri ispirati alla tradizione classica.
Al piano inferiore compaiono i pilastri tuscanici, al primo piano quelli ionici e al piano superiore quelli corinzi, stabilendo una precisa proporzione geometrica che conferisce all'edificio un aspetto di nobile misura e decoro civile.
Questo disegno architettonico innovativo serviva a comunicare che il palazzo rappresentava una dimora urbana aperta alla vita civile della famiglia e non più una cupa casa-fortezza medievale, unendo bellezza estetica e funzionalità.
A Firenze l'Alberti realizzò anche il prospetto della chiesa di Santa Maria Novella, inserendo un coronamento e un portale classici in un complesso medievale preesistente e risolvendo magistralmente il raccordo tra le navate.
La facciata di Santa Maria Novella fu divisa con rigore geometrico in due parti principali: quella inferiore di impianto gotico e quella superiore rinascimentale, raccordate da eleganti volute laterali decorate a tarsie marmoree.
Nel 1470 l'architetto elaborò il progetto per la basilica di Sant'Andrea a Mantova, su commissione dei Gonzaga, concependo un edificio a croce latina caratterizzato da un'unica vasta navata coperta da una maestosa volta a botte.
A Mantova l'elemento modulare di base fu il quadrato, moltiplicato e diviso secondo proporzioni armoniche rigorose, dove la linea curva e la monumentalità degli spazi interni dominano incontrastate, richiamando i grandi bagni termali romani.
Leon Battista Alberti si spegneva a Roma il 25 aprile 1472, lasciando in eredità ai posteri un patrimonio immenso di scritti teorici, invenzioni artistiche e opere architettoniche che hanno definito per sempre i canoni del Rinascimento italiano.
Fu di ingegno e attività multiformi: architetto, scrittore di trattati d'arte e di scienza, poeta e autore di dialoghi in latino e in volgare.
Appartenne a una nobile famiglia fiorentina, esiliata a Genova; passò parte della sua vita a Roma come membro della cancelleria pontificia.
Scrisse il "De Pictura" (nel quale affronta la prospettiva, la composizione e la luce), il "De Statua" e il "De Re Aedificatoria".
Iniziò nel 1450 il rivestimento della gotica chiesa di San Francesco a Rimini, il Tempio Malatestiano che doveva servire come tomba monumentale per i dotti della corte del signor "Malatesta". Purtroppo non è stata completata ma già si notano delle derivazioni dell'architettura romana: l'arco centrale incassato fra pilastri (ricorda l'Arco Augusteo), anche la porta è di intonazione romana e la cupola semisferica ricorda quella del Pantheon.
Ma la differenza dall'arte romana è il rapporto tra larghezza e altezza dell'arco che è differente. Inoltre in un'altra facciata le serie di arcate intervallate da pilastri crea un ritmo in cui si contrappongono aree completamente oscure (interno degli archi) con aree sulle quali scorre serena la luce (i pilastri). Infine al centro delle arcate si trovano collocate le tombe dei letterati.
Seguono le opere fiorentine: il progetto per Palazzo Rucellai, dalla facciata elegantemente divisa in tre piani orizzontali e anche in settori verticali mediante semipilastri tuscanici al piano di sotto, ionici al primo e corinzi al secondo. Ciò serve a misurare proporzionalmente la facciata per indicare che il palazzo era la casa per la famiglia e non più una casa-fortezza, e così doveva essere elegante e bella da vedere.
Inoltre lui fece anche il prospetto di Santa Maria Novella in cui inserisce un complesso di epoca diversa dalla contemporanea e la divide in due parti: quella inferiore gotica, quella superiore rinascimentale.
La chiesa di Sant'Andrea, a Mantova, ideata nel 1470, l'Alberti la costruisce a croce latina con una sola navata. L'elemento modulare è il quadrato, moltiplicato o diviso. Tutti i bracci della Chiesa sono voltati a botte e la linea curva domina lo spazio.