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Ludovico Ariosto


Ludovico Ariosto nasce nel 1474 a Reggio Emilia. Inizialmente frequenta gli studi di lettere sotto la guida di Gregorio da Spoleto, ma alla morte del padre è costretto ad abbandonare gli studi accademici per lavorare e sostenere la numerosa famiglia.

Entra al servizio della famiglia d'Este a Ferrara, ricoprendo vari incarichi tra cui quello di governatore della Garfagnana, una regione difficile e turbolenta. Dopo tre anni torna a Ferrara, dove finalmente può dedicarsi con più serenità ai suoi interessi letterari; qui si sposa ed ha un figlio, Virginio.

Muore a Ferrara nel 1533, lasciando un'eredità letteraria che segnerà profondamente il Rinascimento europeo.

Le Opere Principali

Le Satire e le Commedie

L'amore per lo studio delle lettere lo porta a comporre diverse opere minori ma significative, tra cui "Le Satire", dove affronta temi legati alla vita coniugale e all'educazione dei figli.

Ariosto è anche un importante autore teatrale. Scrive cinque commedie che seguono il modello classico:

  • Cassaria
  • I Suppositi
  • Il Negromante
  • La Lena
  • Gli Studenti (completata postuma dal fratello Gabriele)

Il Capolavoro: Orlando Furioso

L'opera più grande dell'Ariosto è senza dubbio l'Orlando Furioso, un poema epico-cavalleresco che prosegue la trama dell'Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo.

Mentre l'opera di Boiardo si concentrava sull'innamoramento di Orlando per la bella Angelica, il poema di Ariosto assume una dimensione più ampia e classica. Al centro vi è la guerra tra i cristiani di Carlo Magno e i Mori (Arabi musulmani), ma l'intreccio si perde in mille avventure magiche e amorose.

Il punto nodale è la follia di Orlando: l'eroe impazzisce per il dolore di aver perso Angelica (che sposa Medoro) e perde letteralmente la ragione. Ariosto immagina che il senno perduto finisca sulla Luna, dove il cugino Astolfo si recherà a cavallo dell'Ippogrifo per recuperarlo.

L'opera è considerata uno dei poemi più perfetti del 1500 per l'equilibrio della forma e l'ironia sottile che pervade tutta la narrazione.