Alexandre Dumas Padre
Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802 – Puys, 5 dicembre 1870
Alexandre Dumas padre fu uno dei più prolifici e popolari scrittori francesi del XIX secolo. Nacque nel 1802 da Thomas-Alexandre Davy de La Pailleterie, generale di nobili origini, e Marie Cessette Dumas, una schiava nera di Santo Domingo da cui ereditò il cognome. Rimasto orfano di padre in tenera età, crebbe in povertà fino al 1823, quando si trasferì a Parigi per studiare legge. Grazie alla sua eccellente calligrafia, trovò impiego presso il Duca d'Orléans.
Drammaturgo Romantico
Inseritosi nel nascente movimento romantico, Dumas ottenne i primi successi con il teatro. Opere come Enrico III e la sua corte (1829) e Napoleone Bonaparte (1831) lo resero celebre, sebbene lo stile apparisse cruento e melodrammatico. Con Antony (1831), si allontanò dal dramma storico per esplorare i temi dell'adulterio e dell'onore.
L'era dei Grandi Romanzi
La vera consacrazione arrivò con il romanzo storico, spesso scritto in collaborazione con Auguste Maquet. Dumas non cercava la precisione storica o lo spessore psicologico, ma puntava tutto sull'azione e sul ritmo narrativo. I suoi capolavori, I tre moschettieri e Il conte di Montecristo (entrambi del 1844), furono pubblicati a puntate sui giornali, scatenando un entusiasmo senza precedenti.
Seguirono i sequel della trilogia dei moschettieri: Vent'anni dopo e Il visconte di Bragelonne. Le sue Memorie offrono ancora oggi un quadro nitido e vivace della Francia dell'era romantica.
Vita di Eccessi e il Castello di Montecristo
Il successo portò enormi guadagni, che Dumas dilapidò in una vita eccentrica. Nel 1844 fece costruire il sontuoso "Castello di Montecristo" a Port-Marly, un mix stravagante di stili architettonici. Inaugurò anche il Théâtre-Historique nel 1847, che tuttavia fallì in tre anni. Perseguitato da oltre 150 creditori, nel 1851 dovette fuggire in Belgio, tornando a Parigi solo nel 1854.
Dumas e Garibaldi: L'avventura a Napoli
Grande ammiratore di Giuseppe Garibaldi, Dumas sostenne attivamente la Spedizione dei Mille inviando armi. Entrò a Napoli con i garibaldini e vi rimase per tre anni come "Direttore degli scavi e dei musei". Il malumore dei napoletani verso lo straniero lo costrinse alle dimissioni nel 1864. Da questa esperienza nacquero opere significative come Il Corricolo e La San-Felice.
La Fine e il Panthéon
Colpito da una malattia vascolare, morì nel 1870 nella villa del figlio (l'autore de La signora delle camelie) a Puys. Sebbene desiderasse riposare nel piccolo cimitero di Villers-Cotterêts, nel 2002 le sue spoglie sono state solennemente traslate al Panthéon di Parigi, accanto a giganti come Hugo e Zola.