Johann Wolfgang von Goethe
Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 – Weimar, 22 marzo 1832
Johann Wolfgang von Goethe è stato un poeta, drammaturgo, saggista e scienziato tedesco, considerato una delle figure più rappresentative della letteratura mondiale. Nato in una famiglia benestante a Francoforte, ricevette un'educazione enciclopedica, studiando legge a Lipsia e Strasburgo, ma dedicandosi precocemente alla poesia e alle arti visive.
Lo Sturm und Drang e il Werther
In gioventù fu l'anima del movimento Sturm und Drang ("Tempesta e Impeto"), che esaltava il genio individuale e l'irrazionalità contro il rigido razionalismo illuminista. Nel 1774 pubblicò I dolori del giovane Werther, un romanzo epistolare che ottenne un successo europeo senza precedenti. L'opera, che narra l'amore impossibile di Werther per Lotte e il suo tragico suicidio, influenzò generazioni di giovani (tra cui lo stesso Ugo Foscolo per il suo Jacopo Ortis) e creò una vera e propria "febbre wertheriana".
Il Viaggio in Italia e il Classicismo
Nel 1786, Goethe intraprese un viaggio segreto in Italia, un'esperienza fondamentale che durò due anni. Visitando Roma, Napoli e la Sicilia, scoprì la bellezza dell'arte antica e la solarità del Mediterraneo. Questo soggiorno segnò il suo passaggio verso il Classicismo di Weimar, una fase caratterizzata dalla ricerca dell'armonia, della forma e dell'equilibrio, documentata nel suo celebre Viaggio in Italia (Italienische Reise).
Il Faust e la maturità
L'opera monumentale di Goethe è senza dubbio il Faust, un dramma a cui lavorò per quasi tutta la vita. La vicenda narra del patto tra lo studioso Faust e il demone Mefistofele: la ricerca incessante della conoscenza e del piacere in cambio dell'anima. Altri capolavori includono Le affinità elettive, un romanzo che analizza le leggi dell'attrazione umana attraverso metafore chimiche, e gli Anni di apprendistato di Wilhelm Meister, prototipo del romanzo di formazione (Bildungsroman).
Il Pensiero Scientifico
Goethe non si considerava solo un letterato, ma anche uno scienziato. Dedicò anni allo studio della botanica (con la teoria della "pianta primordiale" o Urpflanze) e dell'ottica. La sua Teoria dei Colori (Farbenlehre) si opponeva alla visione meccanicistica di Newton, proponendo un approccio fenomenologico e sensoriale alla percezione della luce.
Morì a Weimar nel 1832, pronunciando secondo la tradizione le ultime parole: "Più luce!" (Mehr Licht!), a suggello di una vita dedicata all'esplorazione di ogni campo dello scibile umano.