Torquato Tasso
Sorrento, 11 marzo 1544 — Roma, 25 aprile 1595
Origini e una Giovinezza Errante
Torquato Tasso nacque a Sorrento l'11 marzo 1544. Figlio di Bernardo Tasso, anch'egli letterato e cortigiano, trascorse un'infanzia segnata da continui spostamenti e dalla separazione traumatica dalla madre Porzia de' Rossi. Studiò a Napoli presso i Gesuiti, poi a Roma, Bergamo, Urbino e Venezia, seguendo le fortune alterne del padre.
A Padova intraprese gli studi di legge e filosofia, ma la sua vocazione era puramente letteraria. Già a 18 anni pubblicò il poema cavalleresco Rinaldo, dimostrando una precocità straordinaria e un talento tecnico fuori dal comune.
Splendore e Tormento a Ferrara
Nel 1565 entrò al servizio del Cardinale Luigi d'Este e successivamente del duca Alfonso II d'Este a Ferrara. Questi furono gli anni più fecondi e, apparentemente, felici della sua vita. In questo ambiente cortigiano raffinato compose l'Aminta (1573), una favola pastorale che divenne un modello europeo per il genere.
Il Capolavoro: La Gerusalemme Liberata
Il progetto della sua vita fu la Gerusalemme Liberata, un poema epico sulla Prima Crociata. Tasso voleva conciliare il diletto del romanzo cavalleresco con il rigore storico e la moralità religiosa della Controriforma. Il poema canta il "conflitto" tra il dovere cristiano (Goffredo di Buglione) e le forze del caos e del desiderio (Armida, Tancredi, Clorinda).
L'opera è percorsa da un dualismo profondo: la celebrazione della fede e, al contempo, una simpatia malinconica per i vinti e per l'amore tragico.
L'Ospedale di Sant'Anna e la Follia
L'eccessivo scrupolo religioso e la paura di non essere ortodosso lo spinsero ad auto-denunciarsi all'Inquisizione. La sua mente iniziò a vacillare, preda di manie di persecuzione e scatti d'ira. Nel 1579, dopo aver insultato pubblicamente il Duca Alfonso II durante le sue nozze, Tasso fu rinchiuso come "pazzo" nell'Ospedale di Sant'Anna, dove rimase per sette lunghi anni.
In questo periodo la Gerusalemme Liberata fu pubblicata senza il suo consenso, ottenendo un successo strepitoso che l'autore, prigioniero, non poté godere appieno, anzi, continuò a riscriverla ossessivamente fino a trasformarla nella più austera Gerusalemme Conquistata.
Altre Opere e i Dialoghi
Oltre ai poemi, Tasso fu un prolifico autore di prosa e poesia lirica. Le sue Rime sono fondamentali per lo sviluppo del madrigale e della lirica barocca. Durante la prigionia e negli anni successivi scrisse i Dialoghi, prose filosofiche e morali di grande eleganza, in cui rifletteva sulla vita di corte, la bellezza e la religione.
Poetica del Tormento
Tasso rappresenta il punto di passaggio tra il Rinascimento e il Barocco. La sua poetica è dominata dal concetto di "verosimile" e dalla ricerca di una "unità" che però viene costantemente minacciata dal multiforme e dal magico. Egli è il poeta della soggettività lacerata, del dissidio interiore e della malinconica consapevolezza che la felicità terrena è fugace.
L'ultimo Rifugio: Roma
Liberato nel 1586, riprese a vagabondare tra Mantova, Napoli e Roma. Papa Clemente VIII decise infine di concedergli l'alloro poetico in Campidoglio, ma Tasso, ormai stanco e malato, si spense nel convento di Sant'Onofrio sul Gianicolo il 25 aprile 1595, poco prima della cerimonia prevista.
Sulla sua tomba, ancora oggi visitabile a Roma, resta l'immagine del poeta che più di ogni altro incarnò il genio e la sregolatezza spirituale del suo tempo.