L’Afghanistan non esiste più, o almeno non con questo nome. Nessuno si aspettava una resa così rapida. La capitale Kabul è caduta in poche ore il 15 agosto 2021, segnando il ritorno dell'Emirato Islamico. Dopo vent'anni di presenza internazionale, il Paese è ripiombato in un regime teocratico che ha progressivamente cancellato i progressi sociali faticosamente ottenuti.
Chi sono i talebani
Talebani nella lingua Pashtu significa “studenti”: sono fondamentalisti islamici che emersero durante la resistenza contro l’invasione sovietica negli anni Ottanta. Dopo la vittoria del 2021, il movimento ha instaurato una leadership basata a Kandahar, dove risiede la guida suprema Haibatullah Akhundzada, le cui decisioni sono considerate indiscutibili.
Breve storia del conflitto
Dall'intervento americano del 2001 fino al ritiro definitivo nel 2021, il conflitto è costato oltre 240.000 vite umane e trilioni di dollari. Nonostante i tentativi di nation-building, le debolezze sistemiche e la corruzione del governo di Kabul hanno favorito l'insorgenza. Gli Accordi di Doha del 2020 hanno siglato la fine del supporto occidentale senza garanzie reali per i diritti civili.
La caduta di Kabul
La rapidità del collasso ha scioccato il mondo. In soli dieci giorni, i talebani hanno preso il controllo dei capoluoghi provinciali quasi senza sparare un colpo, spesso negoziando la resa dei comandanti locali. L'evacuazione caotica dall'aeroporto di Kabul è rimasta il simbolo del fallimento strategico dell'Occidente.
Perchè gli Americani hanno deciso di trattare
Donald Trump impresse una svolta nel 2016: “Le grandi nazioni non possono combattere guerre senza fine”. A Doha (2020) si stabilì il ritiro in cambio dell'impegno talebano a non ospitare il terrorismo internazionale. Intanto la Cina ha fatto sapere di rispettare il diritto del popolo afghano a determinare il proprio destino, puntando a relazioni di cooperazione.
La Legge sulla Virtù (2024-2026)
Nel corso del 2024 e 2025, il regime ha ulteriormente inasprito le restrizioni. Con la nuova "Legge per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio", è stato vietato alle donne persino di far sentire la propria voce in pubblico o di guardare uomini con cui non sono imparentate. L'apartheid di genere è diventato sistemico: le ragazze sono escluse dall'istruzione secondaria e universitaria, e i suicidi femminili sono aumentati drasticamente, secondo i rapporti ONU del 2026.
Crisi umanitaria e economica
L'economia afghana è sull'orlo del baratro. Oltre un terzo della popolazione sopravvive con solo pane e tè. Alla siccità estrema si è aggiunto il rimpatrio forzato di oltre 2,4 milioni di profughi dall'Iran e dal Pakistan (2023-2025), che ha aggravato la carestia. Circa 1,2 milioni di donne e bambini soffrono di malnutrizione acuta.
Nuovi equilibri mondiali
Nonostante la mancanza di riconoscimento ufficiale, potenze come Cina, Russia e Iran hanno mantenuto aperti i canali diplomatici, interessate alla stabilità regionale e alle risorse minerarie afghane. Nel 2025, i talebani hanno persino cercato di mediare il rilascio di prigionieri americani per cercare di sbloccare le riserve valutarie congelate all'estero.
Il ruolo dell’Italia nella guerra
L’Italia è stata uno dei principali contributori della missione NATO. In vent'anni, 53 soldati italiani hanno perso la vita e sono stati spesi oltre 8 miliardi di euro. Dopo il ritiro, l'impegno italiano si è spostato sul piano umanitario, cercando di sostenere i corridoi per i rifugiati e le ONG che operano ancora in clandestinità sul territorio.