Sento un lamento lontano, parole farfugliate a caso che fanno fatica a sistemarsi entro gli schemi di un discorso coerente... Ecco, ora lo vedo, nel buio di una strada deserta, illuminata dalla luce pallida della luna, un uomo cammina barcollando, trascina la spalla addosso al muro delle case per non cadere, è ubriaco... Crolla, appoggiato a un palo, la sua bocca è ora digrignata verso la luna piena, l'abbandono delle sue mani su una bottiglia quasi vuota di brandy penetra nel silenzio della notte... La luna ne vede tante di queste scene ogni sera, non importa che giorno della settimana sia, se siano soli o in gruppo, se siano vecchi o giovani, ma ne vede veramente tante di queste scene...
Queste persone, protagonisti di questi tristi atti, vivono una condizione che spesso è una vera e propria dipendenza, un modo sregolato di vivere che nasce come una scelta sbagliata davanti ai problemi della vita, un rifugio illusorio, una via di fuga dalla realtà. L'alcolismo è un problema vecchio quanto l'uomo, ma che negli ultimi due secoli ha assunto proporzioni via via più grandi.
Tra Mito e Realtà: L'eredità di Dioniso
Fu il mondo greco che nell'antichità per primo divinizzò il vino attraverso il personaggio di Dioniso. Lo vediamo nelle statue rubicondo e riccioluto, simbolo di ebbrezza e liberazione. Il vino è sempre stato considerato farmaco e droga allo stesso tempo: un antidepressivo che catapulta in una dimensione nuova, ma che ti lega a sé in un vortice distruttivo. Oggi, le persone ubriache barcollano nelle strade o siedono depresse, vittime di un eccesso che danneggia non solo il corpo (fegato, cuore, sistema nervoso), ma soprattutto l'anima.
Esiste una distinzione netta tra il bevitore occasionale e l'alcolista cronico. Quest'ultimo cerca nell'alcol una via di fuga psicologica profonda, andando incontro a un decadimento etico, perdita di memoria e di valori. Tuttavia, i dati della polizia stradale ci ricordano che sono spesso i bevitori occasionali del fine settimana a causare la maggior parte degli incidenti stradali mortali.
L'Alcolismo e il Tabagismo: Una miscela esplosiva
Secondo le più recenti indagini statistiche, l'alcol provoca patologie mortali come cirrosi epatica, tumori e lesioni del sistema nervoso. A questo si aggiunge spesso il tabagismo. Si inizia da ragazzi per gioco, per sentirsi "grandi", ignorando i rischi di gravi patologie polmonari e cardiovascolari. Quando alcol e fumo si associano, la miscela diventa esplosiva, debilitando rapidamente le capacità fisiche e psichiche della persona.
Oggi affrontiamo anche nuove sfide come lo "svapo" e i prodotti a tabacco riscaldato, spesso usati dai giovanissimi come porta d'ingresso verso la dipendenza da nicotina. Nonostante le campagne pubblicitarie occulte dei mass media, è fondamentale che la scuola e la società agiscano preventivamente.
Il tunnel della solitudine e la via d'uscita
“Vieni luna! Scendi e smettila di guardarmi così…tu bella bella lassù, vieni qua e vivi la mia vita per un giorno, un giorno solo ti basterà a capire… quanto sia duro vivere qui…giù per la terra…!”
Ha ragione il povero ubriacone che grida così. Spesso dietro una bottiglia si nasconde un passato difficile, una laurea inutilizzata o problemi familiari insormontabili. Per combattere questa piaga servono persone che sappiano ascoltare. Servono amici, non bottiglie trasparenti. Il passo più difficile è parlarne, ammettere di avere un problema e cercare l'aiuto nelle comunità, dove il confronto con chi ha vissuto lo stesso dramma può fare la differenza.
In conclusione, se potessimo entrare nella mente di un uomo ubriaco, troveremmo un dialogo senza tempo, come quello descritto da Antoine de Saint Exupéry ne Il piccolo principe:
"Per dimenticare" rispose l'ubriacone.
"Per dimenticare che cosa?"
"Per dimenticare che ho vergogna... Vergogna di bere".
La soluzione risiede nel rompere questa spirale di vergogna attraverso la solidarietà e la consapevolezza, ricordando che la dignità umana è un valore che nessuna sostanza dovrebbe avere il potere di cancellare.