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I Diritti dell'uomo sono rispettati? Riflessioni sulla Dichiarazione Universale

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"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza." — Articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

La questione del reale rispetto dei diritti umani nel contesto contemporaneo rappresenta uno dei dibattiti più complessi e urgenti della nostra epoca. Nonostante la proclamazione di solenni carte internazionali, il divario tra i principi teorici e l'applicazione pratica rimane drammaticamente ampio in molte aree del globo, interrogando le coscienze sull'efficacia reale delle nostre istituzioni.

Le ragioni della non applicazione della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo

Le ragioni della mancata applicazione della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo sono molteplici, soprattutto perché sono convinto che non sia sufficiente fare proclami, se prima non cambia la mentalità delle persone. L'adozione di un trattato o la firma di un protocollo d'intesa internazionale rimangono atti formali che non penetrano automaticamente nel tessuto culturale e antropologico delle diverse civiltà.

È difficile infatti che un musulmano fondamentalista, educato fin da bambino alla convinzione che combattendo contro gli infedeli sarà destinato al paradiso, riconosca "il valore e la dignità della persona umana". In contesti radicalizzati, l'ideologia dogmatica si sostituisce al riconoscimento dell'altro, annullando la possibilità di un terreno valoriale comune e condiviso.

Allo stesso modo, è difficile che un comunista leninista, convinto che si debba realizzare a tutti i costi una società senza classi sociali, con un partito unico e l'onnipotenza dello stato, avvalli la "inalienabilità degli universali diritti etico-civili". In questo caso, il primato assoluto dello Stato e della causa collettiva schiaccia le libertà individuali e il pluralismo politico, riducendo il singolo a un semplice ingranaggio della macchina statale.

La Natura Umana e le Radici Culturali

Alla fine dobbiamo semplicemente riconoscere che l'uomo è peccatore, o comunque tendenzialmente portato al male, come ha dimostrato la tradizione ebraico-cristiana su cui si fonda la nostra società, e che solo una lunga educazione lo può portare a riconoscere certi valori, come quello della persona umana. L'egoismo, la sete di potere e la prevaricazione sociale sembrano configurarsi come spinte intrinseche alla natura umana che le sole norme giuridiche non riescono a contenere.

"La tolleranza e il rispetto dell'altro non nascono spontaneamente, ma sono il frutto di un costante percorso formativo dello spirito."

Il Ruolo dell'Educazione e il Futuro della Tolleranza

Pertanto non bastano i tribunali, ma ci vorrebbero nuovi colonizzatori e civilizzatori del futuro per diffondere la cultura del respect e della umanità. Senza un'azione profonda che agisca sulla coscienza delle nuove generazioni, i sistemi sanzionatori e le corti di giustizia internazionali possono intervenire solo ex post, quando la violazione del diritto si è già consumata.

Possiamo quindi concludere che una maggiore tolleranza non si può ottenere in modo generale, con leggi e decreti, ma in modo individuale e personale, con l'esempio e con il rispetto reciproco. La vera svolta nel cammino dei diritti umani si gioca dunque nella quotidianità delle relazioni interpersonali e nella capacità di testimoniare, giorno dopo giorno, l'intangibile valore di ogni singolo essere umano.