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I viaggi d'istruzione: crocevia tra aspettative degli studenti, obiettivi formativi e dinamiche relazionali

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"La gita scolastica non è una semplice interruzione delle lezioni, ma un laboratorio antropologico in cui il gruppo classe si spoglia dei ruoli istituzionali per riscoprirsi comunità umana." — Analisi sulla pedagogia del viaggio d'istruzione

Due punti di vista a confronto: didattica contro svago

Le gite scolastiche sono un momento fondamentale per la vita di classe e sono da sempre lo strumento educativo più apprezzato dagli studenti. Gli insegnanti ed i giovani considerano però queste uscite in maniera diversa sotto un'ottica differente; per i primi è parte integrante del programma scolastico, mentre i secondi la ritengono un momento di svago dove potersi divertire. Gli studenti credono che la visita guidata sia uno svago dove poter rimanere alzati fino a tardi, fare confusione in albergo, divertirsi per le strade, insomma fare qualsiasi cosa si desideri.

In realtà la gita scolastica è un momento di socializzazione e d'apprendimento, un raccogliere informazioni reso più gradevole dalla lontananza dall'edificio scolastico. Questa duplice natura del viaggio d'istruzione genera spesso una tensione latente tra le aspettative dei ragazzi e i doveri di vigilanza dei docenti. Come sottolineato da diversi pedagogisti contemporanei, la vera sfida educativa risiede nel far comprendere che la dimensione ludica e quella formativa non si escludono a vicenda, ma possono integrarsi in un'esperienza globale di crescita interiore e civica.

Gli scopi del viaggio: esplorazione culturale e inclusione sociale

Sono molti gli scopi di una visita guidata, ad esempio conoscere nuovi luoghi, usi differenti e culture diverse, infatti, spesso le classi che devono affrontare una visita guidata si dirigono fuori dell'ambiente regionale e a volte anche da quello nazionale. Inoltre la gita scolastica può rafforzare le amicizie e magari crearne altre, in quanto si ha la possibilità di conoscere le persone che stanno accanto fuori dell'ambito scolastico e quindi apprezzarle anche per il profilo umano e non solo per quello di studente.

Perciò un compagno escluso per principio, escluso ad esempio perché non è abbastanza bravo a scuola, oppure perché la prima volta che l'hai visto non ti è sembrato degno di interesse, potrebbe rivelarsi un possibile grande amico con tanta disponibilità nei propri confronti. Sotto questo aspetto, lo spostamento fisico favorisce l'abbattimento delle barriere e dei pregiudizi sociali che spesso si cristallizzano tra i banchi di scuola. Le dinamiche di isolamento o i piccoli fenomeni di emarginazione vengono messi in discussione dalla condivisione forzata, ma stimolante, degli spazi comuni, del viaggio in pullman o in treno e delle cene di gruppo.

Riscoprire l'umanità dietro la cattedra

Si potrebbe anche iniziare ad apprezzare persino il professore o la professoressa che si stima poco a causa della materia che insegna o perché sembra troppo severo/a. Tutto questo è possibile in una gita scolastica in quanto, oltre alle conoscenze ed all'istruzione, possono emergere i veri caratteri delle persone sotto il lato umano. Vedere un docente al di fuori del contesto formale della lezione, magari intento a condividere un aneddoto informale a tavola o a sorridere durante un imprevisto del percorso, umanizza la figura dell'educatore.

Questo cambiamento di prospettiva getta le basi per un nuovo patto di fiducia reciproca che, una volta tornati in classe, migliora significativamente il clima relazionale e l'efficacia stessa dell'apprendimento. Durante tali momenti è possibile anche approfondire determinati argomenti che non sono mai stati affrontati in classe per mancanza di tempo o perché l'ambiente non era favorevole; in tale modo possiamo aumentare le nostre sapienze e trasformare le nozioni teoriche dei manuali in scoperte visive e tangibili.

"Nel viaggio d'istruzione, l'apprendimento passa attraverso il corpo e l'emozione: un quadro visto dal vivo o un monumento calpestato lasciano un'impronta cognitiva che nessuna lezione frontale potrà mai eguagliare."

Il nodo della condotta e la rinuncia degli educatori

Frequentemente accade però che le gite scolastiche vengono annullate, o neppure programmate, a causa della cattiva condotta della classe, come nel mio caso; quest'anno, infatti, gli educatori spesso non si vogliono prendere un compito che, con un gruppo troppo movimentato, si potrebbe rivelare troppo impegnativo. Negli ultimi anni questa tendenza si è notevolmente accentuata, diventando oggetto di accesi dibattiti tra sociologi della scuola e associazioni di categoria dei docenti. La crescente complessità burocratica e i severi profili di responsabilità civile e penale che gravano sugli insegnanti accompagnatori spingono molti consigli di classe a optare per una linea prudenziale di rinuncia.

Quando gli studenti non dimostrano un adeguato livello di maturità, di autocontrollo e di rispetto delle regole comunitarie durante l'anno scolastico, la gita si trasforma da premio e opportunità in un fattore di rischio insostenibile per il personale della scuola. La punizione dell'annullamento, per quanto dolorosa e fonte di accese polemiche tra studenti e famiglie, si configura come un atto educativo estremo, volto a richiamare i ragazzi al senso di responsabilità individuale e collettiva.

Conclusioni: Verso una nuova consapevolezza dello studente

Essendo anche io uno studente, penso appunto alla gita scolastica come un momento di svago, ma devo ammettere che, dopo aver riflettuto sull'argomento per redigere questo testo, probabilmente d'ora in poi avrò un approccio diverso con le visite guidate. Purtroppo credo che continuerò sicuramente a considerarla come un divertimento, ma cercherò di restare più controllato nei momenti educativi.

La maturazione di uno studente risiede proprio nella capacità di riconoscere il valore del tempo e degli sforzi che la comunità scolastica mette in campo per organizzare queste uscite. Saper calibrare l'euforia della vacanza con il dovuto rispetto per i luoghi visitati, per i compagni e per i docenti è il primo vero passo per dimostrare di essere pronti a viaggiare non solo come turisti disattenti, ma come cittadini consapevoli del domani.