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La Guerra: il più terrificante dramma del genere umano

I quaranta milioni di morti della seconda guerra mondiale non ci hanno insegnato assolutamente nulla.

Il misterioso e atroce gioco dei potenti continua a svolgersi senza nessuna interruzione, usando la vita dell’uomo come mezzo per i suoi fini.

L’orribile dramma che è alla base della guerra, qualunque siano le forze in campo, è costituito dall’uomo armato, disposto ad uccidere il proprio simile che indossi una divisa diversa dalla sua, in nome di un comando superiore, e rappresenta da sempre la più grave ingiustizia e la più terrificante stoltezza del genere umano.

La guerra oggi si configura sempre più come schizofrenia politica. Infatti, se le potenze implicate in un conflitto armato sono dotate di una florida economia, di risorse industriali, monetarie, energetiche, e di una forza lavoro considerevole, la guerra si realizza, sebbene nella sua tragicità, attraverso il raffronto delle forze in campo.

Tra due potenze economicamente simili la guerra porterà ad un logoramento degli eserciti e ad una possibile soluzione pacifica del conflitto.

Quando sono, invece, impegnate in una guerra popolazioni sull’orlo della fame cronica, dove l’industria bellica non esiste e la popolazione non ha di che nutrirsi la guerra confina con la follia eretta a sistema.

Malauguratamente la realtà odierna è questa! Il desolato panorama delle popolazioni mediorientali e africane è terrificante: esse sono continuamente straziate da guerre civili che ormai si configurano senza soluzioni di continuità.

I paesi industrializzati, le grandi potenze, sfruttano questi popoli facendo loro balenare l’idea del progresso. In nome di questi valori, interi popoli tengono in piedi da anni una guerra di decimazione, fratricida, guidata dalle superpotenze che gestiscono gli interessi economici mondiali.

Con la caduta del Muro di Berlino ogni equilibrio che si era costituito dopo la seconda guerra mondiale si è rotto, l’Unione Sovietica si è disgregata venendo a costituire la Comunità degli Stati indipendenti, che ormai non ricopre il ruolo primario dell’URSS, i paesi dell’est comunista hanno rovesciato i regimi divenendo “democratici” e lo scenario politico e geografico ha radicalmente cambiato faccia negli ultimi anni.

Eppure, anche se sembra dominare un atteggiamento di maggiore distensione e di pace, l’uomo non ha mai cessato di combattere.

Dopo la guerra del Golfo Persico si è nuovamente combattuto in Bosnia, in Slovenia, in Dalmazia, in Somalia, in Libano, in Ruanda ….. l’incubo della guerra è sempre presente, anche a pochi passi da noi.

La terribile serie di vicende che ha contrapposto i popoli ex iugoslavi ha messo in evidenza l’incapacità dei paesi Europei, che non hanno saputo o voluto affrontare il problema in modo valido e concreto, permettendo la morte di migliaia di persone e la distruzione di popolazioni intere.

Se l’umanità non è mai riuscita ad imporre la lezione storica della guerra evidentemente il vero motivo è che non ha mai voluto.

E’ una constatazione drammatica, ma purtroppo la storia ci offre abbondanti prove che l’uomo non sa fare a meno della guerra: questo, infatti, è aggressivo ed egoista per natura.

La guerra esiste perché è più affascinante della pace così come il male attrae più del bene.

Quotidianamente siamo spettatori e protagonisti di diverse manifestazioni di questa aggressività, desiderio di sopraffazione su i propri simili.

Quello che stiamo vivendo è un particolare momento storico, un momento di pace, ma è la pace della paura perché se un conflitto mondiale non si è verificato è perché questo sarebbe letale per tutti.