TEMA SVOLTO
Le stragi del sabato sera: l'asfalto, i giovani e la ricerca del limite

Esporta:
"La gioventù è trattata come grasso eccedente da smaltire nel recinto scalmanato e scintillante di un sabato sera. Lo spreco dei giovani di oggi è un futuro che si spegne sull'asfalto." — Riflessione sociologica sulla condizione giovanile

L'agghiacciante contabilità del fine settimana

Fra i molti problemi che coinvolgono i giovani di oggi, sono sempre più presenti le stragi del sabato sera. Per questo tema, largamente discusso già da molti anni, non si è ancora giunti a trovare delle soluzioni definitive. Tutti i giorni, leggendo i giornali o seguendo i notiziari in televisione, ci si può accorgere di quanto siano drammaticamente alte le percentuali dei giovani che perdono la vita, sia su strade provinciali che su autostrade, nella notte fra il sabato e la domenica. Questa ricorrente e tragica contabilità del fine settimana ha trasformato il momento del riposo in un bollettino di guerra, lasciando dietro di sé famiglie distrutte e comunità profondamente traumatizzate.

I sociologi contemporanei indicano come l'organizzazione sociale ed economica del tempo abbia concentrato tutto il bisogno di svago in un unico, compresso segmento temporale. I giovani attendono il sabato per divertirsi e liberarsi di tutte le tensioni, le noie e le fatiche accumulate nel corso della settimana scolastica o lavorativa; tuttavia, nella maggior parte dei casi, (ciò è ampiamente dimostrato dalle statistiche rilevate dagli osservatori sulla sicurezza stradale e dai dati Istat), è proprio questo il giorno in cui si verificano le peggiori stragi dell'intera settimana. Il divertimento, svuotato di senso critico, si tramuta così nel teatro della tragedia.

Le radici psicologiche e sociali dello "sballo"

Alla base di tutto ciò, sono presenti, come cause principali, i fumi dell'alcol, la droga, ma soprattutto la voglia che hanno i giovani di confrontarsi fra loro e di superarsi a vicenda. Nelle analisi del filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti, emerge come la nostra società dei consumi offra ai ragazzi un'enorme disponibilità di mezzi tecnici e materiali, ma li privi di mete esistenziali chiare, generando un "nichilismo strisciante" che trova anestesia nell'eccesso artificiale delle sostanze chimiche o alcoliche.

Gli incidenti del sabato sera, infatti, sono spesso la prova di alcune "bravate" eseguite dai giovani per mostrare al gruppo il proprio coraggio e, specialmente, per non farsi emarginare da esso. L'archetipo del branco e il timore dell'esclusione sociale spingono l'adolescente a sfidare la velocità e la sorte, scambiando l'incoscienza con il valore personale. In un contesto in cui il senso del limite è stato smarrito e l'educazione stradale viene vissuta come un mero obbligo normativo anziché come un valore di rispetto reciproco della vita, la vettura cessa di essere uno strumento di libertà e si trasforma in un'arma letale.

"Guidare oltre il limite non nasce dalla semplice imprudenza, ma dal desiderio distorto di sfidare il vuoto del presente e vincerlo, per esorcizzare la paura di un domani incerto."

Interventi strutturali all'interno dei locali notturni

Secondo me, per risolvere questo problema, bisognerebbe adottare misure concrete che limitino queste stragi, cominciando ad apportare serie modifiche strutturali all'interno delle discoteche e dei locali della movida. Non è possibile delegare interamente il controllo alla sola repressione delle forze dell'ordine poste lungo le arterie stradali, occorre invece agire sui luoghi d'origine del fenomeno. Sarebbe infatti opportuno ridurre l'uso di bevande alcoliche e favorire questa iniziativa con l'introduzione di un bonus per quelle analcoliche; avere cioè la possibilità di poter consumare gratuitamente o a prezzo fortemente ridotto le bevande prive di alcol, disincentivando economicamente il consumo di superalcolici nei banconi dei locali.

Un'altra limitazione a questo problema, secondo me, arriverebbe se i giovani "cercassero di mettere la testa a posto" e capissero che, spesso, comportarsi da imprudenti e compiere azioni molto pericolose per non apparire inferiori al resto del gruppo, è una delle cause principali delle loro sciagure. Il coraggio non si misura premendo sull'acceleratore, ma nella capacità di sottrarsi alle logiche distruttive del branco. Inoltre, se i padroni delle discoteche decidessero di chiudere i propri locali ad un'ora più ragionevole, sono convinta che anch'essi contribuirebbero a salvare, anche se in modo indiretto, molte vite di giovani, interrompendo quella spossante routine che costringe i ragazzi a mettersi in viaggio nei momenti di massima stanchezza biologica, all'alba.

Responsabilità individuale e prevenzione collettiva

Infine credo che, in molti casi, se i giovani fossero più responsabili, potrebbero evitare di lasciarci la pelle nel bel mezzo delle strade. Mi riferisco a quelle specifiche situazioni in cui essi, appena usciti dalle discoteche, pur sapendo perfettamente di trovarsi in uno stato di salute ben lontano da quello ottimale e con riflessi fortemente alterati, decidono ugualmente di mettersi alla guida; così facendo, i giovani ignorano il fatto che, nella maggior parte dei casi, stanno "dirigendosi" da soli verso la morte. La figura del "guidatore designato" — colui che all'interno del gruppo si impegna a rimanere sobrio per riaccompagnare gli amici a casa in sicurezza — deve diventare un'abitudine culturale consolidata e non un'eccezione saltuaria.

Sono consapevole che questo problema non potrà essere risolto in tempi brevissimi, poiché esso investe la sfera psicologica dei giovani e necessita di soluzioni concrete, strutturate ed educative, che vanno studiate a fondo dagli esperti di sociologia, dalle istituzioni scolastiche e dalle autorità stradali. Campagne di sensibilizzazione emotivamente d'impatto e un potenziamento capillare dei trasporti pubblici notturni, come navette e treni speciali dalle zone dei locali, rappresenterebbero risposte logistiche immediate per disinnescare il rischio.

Conclusioni: Per un futuro da difendere

Tuttavia mi auguro che, con il passar del tempo e l'aumento della consapevolezza collettiva, le stragi del sabato sera diminuiscano drasticamente. Questo mutamento radicale permetterà finalmente che tali immani tragedie non compaiano più né sulle prime pagine dei giornali, né come titoli di apertura dei notiziari televisivi, ma rimangano solo come un brutto, superato ricordo del passato.

La vita delle nuove generazioni costituisce la risorsa energetica e spirituale più preziosa per il domani della nazione; difenderla dalle insidie dell'asfalto e dalle illusioni dello sballo artificiale rappresenta un dovere inderogabile a cui l'intera comunità degli adulti non può e non deve più sottrarsi.