Italo Calvino
Il Neorealismo
La sua prima opera importante è Il sentiero dei nidi di ragno (1947), un romanzo sulla Resistenza narrato attraverso gli occhi del piccolo Pin. Nonostante il tema tragico, Calvino introduce già quegli elementi fiabeschi e fantastici che diventeranno il suo marchio di fabbrica, distaccandosi dal neorealismo più crudo dell'epoca.
La Fase Fantastica e Allegorica
Negli anni '50, Calvino pubblica la celebre trilogia I nostri antenati, composta da: Il visconte dimezzato (1952), Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959). In queste opere utilizza ambientazioni storiche e situazioni paradossali per riflettere sulla condizione dell'uomo moderno, diviso tra dovere e desiderio, e sulla necessità di un distacco critico dalla realtà.
La Fase Combinatoria e Sperimentale
Negli anni successivi, influenzato dallo strutturalismo e dalla scienza, Calvino si dedicò alla sperimentazione con opere come Le Cosmicomiche (1965) e Ti con zero (1967). Trasferitosi a Parigi, entrò a far parte dell'OuLiPo, un gruppo di scrittori interessati alle "regole matematiche" della narrazione.
In questa fase nascono capolavori come Il castello dei destini incrociati (1969), Le città invisibili (1972) e Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979), un meta-romanzo che interroga il rapporto tra lettore e autore.
Morì improvvisamente nel 1985 a Siena, a causa di un'emorragia cerebrale, mentre stava lavorando alle Lezioni americane, il suo testamento letterario sulla letteratura del nuovo millennio.