Vasco Pratolini
Firenze, 19 ottobre 1913 — Roma, 12 gennaio 1991
Origini e Vocazione
Vasco Pratolini nacque a Firenze il 19 ottobre 1913. Di estrazione popolare, crebbe nel quartiere di via de' Magazzini, luogo che segnò profondamente il suo immaginario. Prima di affermarsi come scrittore, si dedicò a diversi lavori umili: fu venditore ambulante, barista, tipografo e portiere d'albergo. Tuttavia, ben presto cominciò ad emergere in lui una prorompente vocazione letteraria che lo portò all'autodidattismo e allo studio febbrile dei classici.
La Malattia e il Sanatorio
Ammalatosi per via degli strapazzi e degli stenti dovuti alla vita difficile condotta in gioventù, fu colpito dalla tubercolosi. Tra il 1935 e il 1937 fu ricoverato nel sanatorio di Arco di Trento e poi in quello di Sondalo (Sondrio). Questo periodo di isolamento forzato fu paradossalmente fondamentale per la sua formazione intellettuale, permettendogli di leggere moltissimo e di affinare la sua scrittura.
Le Riviste e l'Impegno Romano
Al 1937 risale la sua collaborazione a "Letteratura", la prestigiosa rivista di Alessandro Bonsanti, dove venne pubblicato il racconto Prima vita di Sapienza. Nell'anno seguente (1938), Pratolini fondò insieme ad Alfonso Gatto il giornale quindicinale Campo di Marte, che si proponeva di educare il pubblico alla letteratura contemporanea. In seguito alla soppressione della rivista da parte del regime fascista, lo scrittore si trasferì a Roma e lì lavorò nel Ministero della Pubblica Istruzione.
La Resistenza
Con l'occupazione tedesca dell'Italia, Pratolini scelse la via dell'impegno diretto. Partecipò attivamente alla Resistenza nelle file dei partigiani romani, operando con il nome di battaglia Rodolfo Casati. Questa esperienza civile e politica avrebbe influenzato gran parte della sua produzione successiva, caratterizzata da un forte realismo sociale.
Per il resto della sua vita, dopo la fine del conflitto, Pratolini soggiornò principalmente a Roma, pur mantenendo un legame indissolubile con la sua Firenze, scenario d'elezione dei suoi romanzi più famosi.
Premi e Successi Letterari
Pratolini divenne uno dei massimi esponenti del Neorealismo italiano. Vinse importanti premi letterari che ne consacrarono il valore:
- Il premio "Libera Stampa" nel 1947 con Cronache di poveri amanti, affresco corale della vita fiorentina in via del Corno durante l'ascesa del fascismo.
- Il premio "Viareggio" nel 1955 con Metello, opera che aprì la trilogia "Una storia italiana" e che suscitò un vasto dibattito culturale in Italia.
Cinema, Teatro e Traduzioni
Poliedrico e curioso, si occupò anche di cinema e di teatro, collaborando come sceneggiatore con grandi maestri come Roberto Rossellini (per Paisà) e Luchino Visconti (per Rocco e i suoi fratelli). L'impatto visivo delle sue storie attirò molti registi; quattro film celebri sono stati tratti dalle sue opere:
- Cronache di poveri amanti (1954, regia di Carlo Lizzani).
- Le ragazze di Sanfrediano (1955, regia di Valerio Zurlini).
- Cronaca familiare (1962, regia di Valerio Zurlini).
- La costanza della ragione (1964, regia di Pasquale Festa Campanile).
Pratolini tradusse anche alcuni importanti romanzi stranieri, dimostrando una notevole sensibilità linguistica; tra questi si ricordano Bubu di Montparnasse di Charles-Louis Philippe e Il ladro di ragazzi di Jules Supervielle.